di Stefano Errico (Bastardi senza gloria)
Il giorno della marmotta | L’esperta di pompe funebri
di Beatrice Bosso (Bastardi Senza Gloria)
Bridgerton 3 | Il ballo delle pazze
di Gabriella Siciliano (Bastardi senza gloria)
Mickey 17 | Rolling Times
di Francesca Mazzotta Chiedo a Nasha di rispondermi velocemente. Il suo ovale è diventato un cubo di pixel. Sul monitor indugia un 17. Scorre in Rolling Times su sfondo arancio. Si blocca. Poi smette di scorrere, dopo essersi cancellato e ripresentato, cancellato ripresentato innumerevoli volte. Mi sta dando alla testa.
Anora | Folli notti londinesi
di Aquiles José Martínez Pérez Mettiamo che un venerdì d’inizio aprile, quando in Inghilterra le giornate si allungano e le chiome degli alberi si ricoprono di foglioline pallide, tu esca dal tuo lavoro: un palazzo di vetro piantato in uno di quei paesini tristi e monotoni che gravitano a un’ora da Londra.
Disclaimer | Un grido, roccia o mare
di Rebecca Moore Io l’ho vista, sul ciglio della strada. E ho capito subito chi era e perché è potuto succedere quello che è successo. Non capita a tutti una cosa così. Se ne stava lì con un impermeabile abbottonato e le sue belle scarpe, non faceva niente, ogni tanto camminava su e giù, ma non faceva niente. Non piangeva, non si disperava. A un certo punto è arrivata sua figlia, e i vicini, e poi è arrivato anche suo marito, con un cane al guinzaglio. E il cane piangeva, non smetteva di guaire, mentre noi tutti non piangevamo e tantomeno lei. Questo cane a un certo punto l’hanno portato via, per fortuna si sono resi conto di quanto fosse inopportuno.
La ricompensa del gatto | Una cena fra amici
Mentre tutti ridevano, ubriachi quel po’ che basta per smussare gli spigoli e sciogliere la lingua, lei giocava a riconoscere la solitudine: “sono sola”, pensava, “nessuno vuole davvero che io rimanga”. Aveva imparato che a volte il vino aiutava, a volte era peggio: non c’era modo di saperlo in anticipo. Stare bene era sentire la solitudine come un dolore ad una gamba, qualcosa di esterno da osservare, un livido di cui non si ha colpa. Stare male, invece, era credere alla solitudine, farsi portare sempre più lontano, dove non c’era nulla se non la voglia di dormire e guardare video di gattini per pomeriggi interi. Gattini che saltano, cadono dalle scale, gattini che si arrampicano su per delle grondaie e non sanno scendere, gattini addormentati.
Adolescence | Che vuoi che dica
Signorinella, le aveva detto la prima volta sua madre, l’assorbente sporco bisogna arrotolarlo nella carta prima di buttarlo nel bidone. Aveva usato un tono deciso ma era una frase di cui non conosceva il senso perché non sapeva a chi appartenesse. Non era un’idea originale di sua madre e nemmeno della madre di sua madre, né tantomeno delle madri precedenti, tutte partorite per ordine, una pari l’altra a ripetere quel monito senza padrona, allungando la testa in avanti, piegando il sopracciglio, sgranando l’occhio come chi insegna e conosce le cose che stanno così da sempre, da prima ancora che la madre biblica, la primissima, Eva, la madre di ogni madre, nascesse e imparasse a sanguinare e a buttare via l’assorbente come si deve.
Follemente | Redenzione e Riparazione
di Luca Giommoni L’uso del gas o delle pillole era fuori discussione. Non glielo avrebbero lasciato fare. La Normativa vietava metodi dolorosi, incivili e dissipativi. Allora aveva valutato l’altezza del balcone e la resistenza della trave del soffitto: troppo basso, troppo fragile.
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