«Papà è a letto». È quello che ripeteva mamma ogni volta che chiedevamo di lui. I primi tempi nella sua voce c’era angoscia ma poi, con il passare delle settimane, era arrivata la rassegnazione e infine l’ineluttabile dato di fatto: «Papà è a letto».
Con la pioggia dentro | Anomalie
Sono le dodici e zero tre di sabato due maggio e sono disteso sul divano. La lavatrice sta per finire il programma; lo so perché la centrifuga sta urlando. Io credo che mi stia rimproverando per gli errori che ho commesso nella mia vita, e non credo siano tanti, perché sono soltanto dieci minuti che gira, eppure sembra che stia per scoppiare; forse gli errori che ho commesso nella vita sono pochi, ma sono molto gravi. Devo aver procurato del dolore agli altri.
Enola Holmes | Di fratelli, sorelle e altre cose
«Brucia!» «È il disinfettante che usa mamma». «Soffiaci sopra!» (Fiuuuuu fiuu fiiu) «Meglio?» (Annuisce) «Se il babbo ci scopre si arrabbia fortissimo». «Non diremo niente al babbo». «Neanche alla mamma?» «Neanche alla mamma». «E se vede il sangue?» «Adesso ci metto un cerotto, non se ne accorgerà». «Mettimi un cerotto con gli squali». (Spinge sulle punte dei piedi per aprire l’armadietto, con un salto tira un colpo alla scatola dei cerotti. La scatola vola a terra, i cerotti si sparpagliano sul pavimento, le piastrelle solo blu). «Non devo andare all’ospedale?» «Non serve, hai le ginocchia dure tu!» (Butta la carta igienica nel water, tira lo sciacquone).
Uncut Gems | Gioielli di famiglia
Gli azzurri pastosi. I pastelli… i pastelli blu. Le linee storte. Le bocche larghe e i ghigni. Li conosceva a memoria. Adesso invece faceva caso anche al piccolo scroto disordinato del danzatore a destra. Era un groviglio di roba.
Bugonia | Le cose che si vedono nel cielo
Il giornalista si guardò intorno levandosi di dosso l’impermeabile bagnato. C’era un vecchio bancone di legno e marmo (molto anni settanta), le sigarette stipate e incolonnate dietro alla cassa e gratta e vinci di ogni sorta che occhieggiavano davanti. Quattro tavolini e un paio di sgabelli alti bastavano a completare l’arredo.
Il commissario Montalbano | Cabasisi
di Beatrice Tomasi Di fronte a qualsiasi piccola azione che avrebbe compiuto durante quella giornata, Elena si trova davanti a grandissime, fastidiose seccature. Niente di speciale in programma, un martedì pallido come un altro, già troppo umido per le sue ossa, in cui spostarsi dalla collina dove abita alla piscina di qualche Comune più avanti.
Le mage du Kremlin | Il maglione
Se mai avesse dovuto stilare una classifica dei suoi maglioni preferiti quello indossato quella mattina sarebbe stato molto in basso, forse addirittura in ultima posizione. Nessuno però gli avrebbe mai chiesto di stilare una classifica – pensava -, tuttavia quella classifica esisteva a prescindere, ed esisteva per lui come esisteva per tutti. Così, quella scelta, quel giorno specifico – una domenica – se solo qualcuno -ma chi? – si fosse soffermato a farci caso sarebbe stato un grande indizio su come si sentisse e su quali aspettative avesse per la giornata. Erano basse.
Al di là delle montagne | Sotto il lago
di Pietro Lenarda Non ricordo molto dei miei primi anni di vita. Di essi ho solo l’immagine di me che mi trascino da sola per la zona abbandonata del porto, mi nascondo sotto le barche rovesciate vestita solo di stracci e raccolgo quello che trovo per mangiarlo. Un giorno un uomo mi diede un po’ di riso e mi portò via con sé.
Lilith | Eugene e Eugene
Il 30 gennaio del ’48 tutto il mondo parlava della morte di un ometto mezzo nudo che stava facendo lo sciopero della fame per convincere il suo governo a pagare una cospicua somma di denaro a un altro governo e evitare così la guerra. L’ometto mezzo nudo ce la fece, la guerra non scoppiò e lui si poté finalmente bere una spremuta d’arancia.
- 1
- 2
- 3
- …
- 20
- Prossima >>








