di Luca Giommoni Tutto è iniziato perché ho voluto cambiare le tende da sole nel balcone e, per risparmiare cinquanta euro, ho chiamato un mio vecchio compagno delle medie.
Alien: Romulus | La locusta
Non c’è data precisa della sua venuta, né motivo chiaro. Una mattina l’insetto si è posato sul montante esterno della finestra e lì è rimasto, indifferente allo sguardo di chi, più inorridito che infastidito, lo osservava dall’altro lato del vetro.
Maxxxine | Cosa è la felicità
Dune 2 | Imposizione volontaria di un indugio
Guardò le proprie mani insanguinate: alla fine di una lunghissima giornata era difficile dire se, risalendo nel tempo, lustri, decenni prima, fosse esistito un momento diverso, più sereno. Più – arrossì mentre lo pensava – felice.
The Holdovers | I popoli del nord
Il Professore amava i popoli del nord. Quando gli chiedemmo il perché di questa speciale predilezione, egli rispose, senza alcuna reticenza: «I popoli del nord sono irrimediabilmente, strutturalmente, incontestabilmente gentili».
Povere creature | Imparare
Sono sempre stata una ragazza di città fin nel midollo. Ricordo la prima volta che i miei genitori mi hanno portata fuori da Firenze, era per andare a trovare mio zio in campagna.
Perfect days | È solo un problema linguistico
Quel pomeriggio Luca si trattenne al bar più del dovuto. Erano le diciotto e trenta. Sarebbe dovuto passare a far la spesa, tornare a casa e preparare la cena per le venti. L’aveva promesso ad Alessia, ma le sue promesse ultimamente valevano poco. E mentre ordinava un’altra birra, le scrisse un messaggio: “scusa, imprevisti a lavoro, farò tardi. Facciamo pizza stasera?”.
L’acchiappasogni | Fortunate coincidenze
Samuele stringe con le dita gonfie e rosse il manico della tazza. È arrabbiato, per questo ha preso a mordersi. Addenta con gli incisivi la pelle sotto le unghie e la trascina fino in fondo alle falangi. Sbuccia le dita come fossero banane. La pelle non fa in tempo a ricrescere che la strappa di nuovo. Le sue dita sono umidicce. Gli altri bambini non vogliono dargli la mano; tutti i giochi che tocca vengono contaminati. «Misurati di nuovo la febbre» sibila la madre, mentre gratta i piatti con una spugna logora. Non si gira a guardarlo. Lui infila un dito in bocca e vola in camera.
Come un tuono | 0 RH –
La cosa più complicata nella gestione del dolore, pensava disteso lungo e immobile nel letto n°51, è non cedere alla tentazione di dargli una forma. Ma quali alternative restano?, si domandava, e finiva per dare al proprio dolore la sembianze di un grosso volatile intrappolato in una teca di vetro, e i vetri della teca sono i confini dei nostri corpi straziati, così diceva a se stesso, i vetri sono le nostre pelli, pensava, e sono vetri troppo puliti perché l’uccello possa vederli e non sbattervi contro furiosamente.
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