«Come un’onda che ritorna al mare» «E poi?» «E poi niente» «Come? Poi che succede?» «Tesoro mio, non succede niente: cosa succede quando un’onda torna nel mare? Diventa il mare» «E come fa a sapere che gli voglio bene?»
Enola Holmes | Di fratelli, sorelle e altre cose
«Brucia!» «È il disinfettante che usa mamma». «Soffiaci sopra!» (Fiuuuuu fiuu fiiu) «Meglio?» (Annuisce) «Se il babbo ci scopre si arrabbia fortissimo». «Non diremo niente al babbo». «Neanche alla mamma?» «Neanche alla mamma». «E se vede il sangue?» «Adesso ci metto un cerotto, non se ne accorgerà». «Mettimi un cerotto con gli squali». (Spinge sulle punte dei piedi per aprire l’armadietto, con un salto tira un colpo alla scatola dei cerotti. La scatola vola a terra, i cerotti si sparpagliano sul pavimento, le piastrelle solo blu). «Non devo andare all’ospedale?» «Non serve, hai le ginocchia dure tu!» (Butta la carta igienica nel water, tira lo sciacquone).
La terrazza | Mrs. Alemagna. La vera storia del panettone
di Francesca Mazzotta È la seconda volta che rischio un incidente mortale a Roma. La prima volta stavo andando a ritirare un registratore. Era stato messo in una borsa di tela targata Olschky Editore, con post it sopra: “PER JUNE, RAGAZZA MORA”.
Uncut Gems | Gioielli di famiglia
Gli azzurri pastosi. I pastelli… i pastelli blu. Le linee storte. Le bocche larghe e i ghigni. Li conosceva a memoria. Adesso invece faceva caso anche al piccolo scroto disordinato del danzatore a destra. Era un groviglio di roba.
Le città di pianura | L’uovo di vetro
Intanto andava picchiata. Non c’è altro rimedio. Finché è piccola una la raddrizzi, ma se non le prendi subito quelle così finiscono in mezzo alla strada. La medicina non cura i mali del dopo, non occorre ricetta, è lei che non ha capito: ecco cosa pensa il dottore. Che ancora non ha imparato a fare la madre.
Bugonia | Le cose che si vedono nel cielo
Il giornalista si guardò intorno levandosi di dosso l’impermeabile bagnato. C’era un vecchio bancone di legno e marmo (molto anni settanta), le sigarette stipate e incolonnate dietro alla cassa e gratta e vinci di ogni sorta che occhieggiavano davanti. Quattro tavolini e un paio di sgabelli alti bastavano a completare l’arredo.
Il commissario Montalbano | Cabasisi
di Beatrice Tomasi Di fronte a qualsiasi piccola azione che avrebbe compiuto durante quella giornata, Elena si trova davanti a grandissime, fastidiose seccature. Niente di speciale in programma, un martedì pallido come un altro, già troppo umido per le sue ossa, in cui spostarsi dalla collina dove abita alla piscina di qualche Comune più avanti.
Le mage du Kremlin | Il maglione
Se mai avesse dovuto stilare una classifica dei suoi maglioni preferiti quello indossato quella mattina sarebbe stato molto in basso, forse addirittura in ultima posizione. Nessuno però gli avrebbe mai chiesto di stilare una classifica – pensava -, tuttavia quella classifica esisteva a prescindere, ed esisteva per lui come esisteva per tutti. Così, quella scelta, quel giorno specifico – una domenica – se solo qualcuno -ma chi? – si fosse soffermato a farci caso sarebbe stato un grande indizio su come si sentisse e su quali aspettative avesse per la giornata. Erano basse.
Una battaglia dopo l’altra | Pagare le bollette a Luca Giommoni
Di Luca Giommoni In genere appariva il numero della Asl. «Pronto, signor Hazrat?» chiedeva la voce. «Chiamo per la colonscopia». «Mi dispiace, non sono il signor Hazrat…». «Chiedo scusa ma, da database, risulta questo numero. Sa quando il signor Hazrat sarà disponibile per effettuare la colonscopia?».
- << Precedente
- 1
- 2
- 3
- 4
- 5
- 6
- …
- 90
- Prossima >>








