Aveva perso la strada e aveva perso molte delle cose che aveva fortunatamente trovato nella propria vita; sentiva il terreno lentamente sgretolarsi sotto le piante dei piedi e sotto i quadrati di gomma delle suole delle sue scarpe che non si volevano fermare, nonostante la strada fosse lontana e nascosta dietro a cumuli di sabbia e polvere.
Troppa grazia | Solo per noi
– Ma dove stiamo andando? La macchina sbandò appena mentre frenavo davanti a un bivio che, ero sicuro, non doveva esserci. – Sono tutte uguali queste colline. – Lo sai vero che i giapponesi vengono apposta a fotografarlo, questo panorama? Senza queste colline la macchina che hai sotto il culo non te la potevi permettere. – Non c’entrano nulla i giapponesi. Parli sempre così, senza sapere un cazzo.
Morto tra una settimana | Imparare a mentire
«Lasciatelo dire: hai dei problemi» disse T. poggiando la mano sulla spalla di C. «Non hai diritto di giudicare la mia vita privata» rispose C. «Lo faccio perché mi preoccupo della tua salute». «Non c’è più nulla di cui preoccuparsi».
Notti magiche | Provo a raccontare gli altri ma poi finisce che parlo di me
L’inquilina del secondo piano di notte accende le luci del salotto. Restano accese per due ore, a volte tre. La vedo camminare da un lato all’altro della stanza, con una vestaglia a fiori, i capelli grigi raccolti in una crocchia. Parla, non so a chi perché vive da sola, o forse non parla, muove solo le labbra.
Il ragazzo più felice del mondo | La storia della pietra, forse
«L’altra sera ho litigato con un tipo», le dico mentre prende larga la curva della ciclabile sulla quale pedaliamo e si allontana da me. «Fossimo stati faccia a faccia, con tutta probabilità sarebbe finita a cazzotti», continuo appena si rifà sotto, «ma c’era uno schermo di mezzo, perciò ha prevalso la dialettica dell’insulto personale e dell’eccesso provocatore, come vuole la prima regola della netiquette».
El Mariachi | Piccola rosa rossa
La luce riusciva a filtrare tra le fessure delle assi degli scuri; sulla parete buia, nera, di fronte al suo letto si proiettavano allora alcuni fasci luminosi che un esperto di astronomia, certo non lui, avrebbe potuto considerare elementi di una antimeridiana, e forse sarebbe anche riuscito a leggere l’ora. Mentre Miguel Rivera poteva soltanto ricordarsi – ogni volta che apriva gli occhi e osservava quelle linee – poche e improvvise immagini dei luoghi e dei volti che avevano abitato il suo sonno, e gli piaceva credere che quella meridiana ne governasse il tempo.
The Wife | Metabolizzare la sofferenza
Alla fine della proiezione di The Wife, uscendo dalla sala, ho rullato una sigaretta e sono andato a fumarla seduto nella prima panchina libera della piazzetta su cui affaccia il piccolo cinema di quartiere; piccolo ma famoso, citato pure da un noto cantautore in una sua canzone. Lì, seduto, mi sono guardato intorno.
Il video del secolo
Mi è impossibile calcolare adesso quanto tempo è passato dagli attentati dell’11 settembre. Potrei dire, ma vado a occhio, un paio di secoli. Poi però, calcolatrice alla mano, mi accorgo che è molto meno: sono passati alcuni minuti.
Una storia senza nome | Di fatto, qualcuno ha parlato
di Elisabetta Meccariello Che tutti avessero qualcosa da nascondere era ormai un dato certo. Un amore, un vizio, una perversione, un pagamento non dichiarato. Nessuno poteva sottrarsi alla menzogna, o no, forse menzogna è eccessivo, nessuno poteva sottrarsi all’alterazione della realtà. Così il nuovo governo, famelico di allinearsi alle più esasperate tendenze, decretò di mettere fuori legge la verità.
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