La luce di maggio ha sciacquato via l’inverno dalle cabine; il mare è una tavola piatta. I gabbiani non abitano più la spiaggia, si alzano descrivendo semicerchi in volo con stridii aspri e prolungati. Il loro grido è una protesta contro i gruppi di baby dance, i pali alti del Publiphono che a intervalli regolari pubblicizza lungo tutta la spiaggia ristoranti, discoteche e altre esperienze uniche da non perdere.
La chimera | L’occhio orientale
Non parlammo per la maggior parte del viaggio. Mi sedeva di fronte e indossava un orologio con una sola lancetta. Pensai che non potesse essere quella dei secondi – i secondi si vedono scorrere mentre scorrono, pensai –, le ore, invece, non si vedono scorrere, ma nemmeno i minuti si vedono scorrere, pensai anche, così mi domandai chi avrebbe avuto voglia di scandire l’avvicendarsi delle proprie albe in millequattrocentoquaranta parti, e mi convinsi che la lancetta dovesse essere davvero quella delle ore.
Maria Antonietta | Dal collo in giù
di Herman Sapo Descontento (essi vivono)
Petite Maman | Educazione montessoriana
Niente dura in eterno. Niente, tranne la loquacità di un bambino di tre anni e mezzo a casa con la febbre. Pur potendo dormire, il bambino si sveglia alle sei (temperatura: 37,4) e inizia la giornata descrivendo minuziosamente alla madre ogni tessera del puzzle da 104 pezzi sul quale è impegnato, soffermandosi sui colori, la fattura e lo spessore di ciascuna.
Dune 2 | Imposizione volontaria di un indugio
Guardò le proprie mani insanguinate: alla fine di una lunghissima giornata era difficile dire se, risalendo nel tempo, lustri, decenni prima, fosse esistito un momento diverso, più sereno. Più – arrossì mentre lo pensava – felice.
Gli invisibili | Tutti i giorni a guardare i treni
di Mario Greco (essi vivono)
Past lives | Your business idea
di Rebecca Moore
Eternal Sunshine of the Spotless Mind | Risata antica
di Teo Meriggi (essi vivono)
La sala professori | Bisogna saper vincere
Il primo a essere eliminato era stato Giorgio e anche questa volta gli sarebbe toccata la piadina. Giorgio era in realtà un buon giocatore, ma ultimamente non stava dando il meglio di sé. A casa, nella sua città, frequentava la scuola calcio ed aveva uno di quei padri che lo trattavano come un astro nascente, naturalmente destinato alla Primavera.
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