di Viola V. Giacalone L’estasi di essere a Parigi e di amare i film!
Selfie | Elogio del narcisismo
Già da alcuni giorni ripeto la stessa storia, a chi mi chiede come va, che fai, che si dice in giro: che i semafori funzionano meglio, non so se ci hai fatto caso anche tu. Come dici? Durano meno.
Riflessi sulla pelle | Estati lontane, sempre presenti
di Roberto Donati
Juliet, Naked | Una notte abbiamo chiuso gli occhi e al mattino avevamo quasi quarant’anni
(lei) Salgo le scale e immagino di trovare il suo corpo inerme, senza vita, in un drammatico abbandono, un braccio cadente a sfiorare il pavimento e gli arti sostenuti a fatica dai cuscini, come apostoli di fronte alla Deposizione di Cristo. Un divano tombale, tra coperte a quadretti e calzini di una settimana. Un silenzio ovattato, assordante, un silenzio di inerzia e decomposizione. La chiave gira nella serratura, ho un brivido, una leggera sudorazione fredda, gelida, dietro il collo. Il divano è un sepolcro vuoto. Percepisco un fruscio dalla cucina, lieve e lancinante. So già cosa sta per succedere ma mantengo la calma, respiro, sarò gentile, respiro, inclinerò la testa per annuire, con la faccia senza espressione. Faccio un passo, due, sorrido, torno indietro. (Una notte abbiamo chiuso gli occhi e al mattino avevamo quasi quarant’anni. Nemmeno fossimo Tom Hanks. Ieri stavamo seduti su una panchina, al sole, a leggere Alta Fedeltà, stilando le nostre personalissime liste, ma a pensarci bene ieri era vent’anni fa. E cosa è successo in quelle poche, pochissime ore? È stata una notte troppo lunga).
Le Champo, Tinder date andati male e il disprezzo (quello di Godard e il mio)
di Viola V. Giacalone Qualche giorno fa discutevo con la mia amica Xin a proposito di Tinder. Da quando vive a Parigi, ha avuto due “date”: il primo con un ragazzo amante del BDSM (che ancora non ho capito cosa significhi) con cui è andata male; il secondo con un ragazzo con cui non è andata molto bene, ma le ha comunque chiesto di dare da mangiare al suo gatto mentre era via per lavoro.
Il traditore | Chino con la faccia a terra
La donna si accascia a terra. Resta inerte per pochi lunghissimi secondi – sbatto le palpebre due, forse tre volte, il tempo sembra infinito – quindi appoggia le mani sul pavimento, stende le braccia, rigide, ferme (le braccia sono due tronchi aggrappati al suolo, l’epidermide si compatta in corteccia e resina), infine trascina il bacino e si abbandona sulle ginocchia. Silenzio. Le dita nodose scivolano lungo i fianchi e con un movimento impercettibile aggrovigliano la gonna nera fino a scoprire le cosce: la pelle, pallidissima, esplode in chiazze scure e corpose di vene e capillari. Provo a farmi spazio nel capannello di curiosi, riesco a scorgere, tra una testa e un cappello, la sagoma genuflessa della donna. È in quel momento che vedo i piedi nudi: asfalto, fango, fili d’erba, pietrisco, la pianta dei suoi piedi è una strada, è un calvario, è un crescendo di lacrime e patimenti e privazioni, è un succedersi di notti in bianco, è un sentiero di promesse e penitenze. È una vita intera. Sono così assorto nella contemplazione che non percepisco la torsione della sua schiena. In un attimo la donna è distesa con la faccia a terra. La lingua striscia sul pavimento.
Avengers: Endgame | Ho un problema con la fine
Ciao, sono la recensione di un film difficile da recensire, perché lo spoiler è dietro l’angolo come poche cose al mondo nel film che dovrei recensire, per cui non so proprio come recensirlo senza recensire in me stesso quella nozione che potrebbe rovinarti una fruizione sana del film stesso. Ti prometto che adesso la smetto con le ripetizioni ricorsive, anche se ogni recensione che si rispetti è ripetitiva nel fondo della sua anima.
Balla coi lupi | I Pawnee hanno attaccato il mulattiere Timmons sulla via del ritorno
I Pawnee hanno attaccato il mulattiere Timmons sulla via del ritorno. Per favore, non fate del male ai miei muli, ha detto. Questa frase di Balla coi lupi ho sognato per anni. Il mulattiere Timmons è un po’ grezzo ma in fondo è un brav’uomo. Parla con la bocca piena e non si lava ma rispetta la parola data. Il tenente John Dunbar è arrivato sano e salvo all’avamposto. La sua gamba sta meglio e si sente positivo verso il futuro. Il mulattiere Timmons ama i suoi muli più delle persone ma questo non fa di lui un criminale.
Cinemini | Le Méliès e quei giorni in cui Wes Anderson non smetteva di apparire ovunque
di Viola V. Giacalone Chiunque lo ami, sa che Wes Anderson, un signore alto che indossa completi di velluto a costine e fa film nichilisti e stilosi, ha casa a Parigi. I giornali dicono che l’abbia presa a Montparnasse, nel quartiere dei grandi multisala e dei vecchi teatri, ma noi altri non ci crediamo.
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