di Tommaso Ghezzi La solitudine non è il male, anzi, è un bene. Il problema, semmai, è l’isolamento. Sovente mi capita di passare intere settimane in casa, in un’anacoresi laica, a ingoiare junk food e guardare film di merda. In quei segmenti di tempo in cui non c’è altro che me, nelle stanze, e le costole dei libri.
Tremors | Tre memorie sotto il suolo
di Giulio Pedani Quella del 1991 fu una sciagurata estate dispari senza Mondiali né Europei. Avevo 12 anni e una seria relazione epistolare con una di San Gimignano.
Nightmare | Dal profondo della notte
di Roberto Donati È il 30 agosto 2015 e fa molto caldo, ma tu, con la mente, sei altrove. Altroquando, per la precisione. Al 12 marzo 1991, e fa molto freddo.
Pulp fiction | O come mi sono vendicato di mia madre
di Riccardo Meozzi Ho diciassette anni, forse diciotto. È giugno e fa caldo e cerco di sfangare la serata sul divano.
Godzilla | Confessione di un macrofilo
di Luca Giommoni Salve a tutti, sono Elia, ho 36 anni e sono un macrofilo.
Prosciutto prosciutto | Amore nazionalpopolare
di Andrea Frau «Guarda come hanno tagliato fine questo prosciutto».
Alta fedeltà | Le mie scatole sanno di te
di Raffaele Calvanese Top five delle canzoni da trasloco: Dimmelo tu cos’è di Antonello Venditti, immancabile. Trasloco di Sergio Endrigo. Casa mia dei Timoria, che fa anche rima. Wherever i lay my hat di Paul Young e Amore ai tempi dell’Ikea de Lo stato Sociale.
Cinemini | L’estasi di essere a Parigi e di amare i film PT 2: Il cinema Luxour
di Viola V. Giacalone Quella sera al bar abbiamo fatto tardi.
IT (1991) | Sulla paura (del suo remake)
di Enrica Fei Nel lontano 1992 giocavo a nascondino col mio amico immaginario Giuseppe (anche se invisibile, vinceva sempre lui). Dal mio nascondiglio dietro la porta, origliavo la conversazione segreta dei miei genitori. Giuseppe aveva vinto e urlava come un pazzo: “Tana libera tutti!!!”. Portandomi il mignolino alla bocca, lo rimproverai con lo sguardo severamente. “Pare che ci sia IT stasera sulla RAI”, diceva mia madre a mio padre. “Starò attento a tenere Enrica lontana dalla televisione, l’ho visto al cinema e mi ha fatto paura davvero”, rispondeva lui. Il “mi ha fatto paura davvero” me lo sono inventato: non ricordo cosa disse, ma quali che siano state le sue parole, furono potenti abbastanza da farmi sgattaiolare di nascosto per godere del film proibito.
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