Con C. parliamo spesso delle case dei ricchi. Lei mi insegna che in quelle case c’è soprattutto una cosa: lo spazio. Non i mobili di design, non le opere d’arte acquistate all’asta, non i copridivani filati a mano da tessitrici berbere con sei dita, ma lo spazio che tra questi oggetti si frappone; quello, si potrebbe dire, che li rende reali.
Le ragazze di Wall $treet | Bu$ine$$ i$ Bu$ine$$
Da piccola $ognavo di lavorare con gli animali. Ci $ono andata vicina.
La vita invisibile di Eurídice Gusmão | Dove vanno a finire i sogni
Quando ripenso al mio passato posso distinguere tre o quattro istanti in cui la mia vita ha preso una direzione. Non parlo di momenti cruciali o di eventi catastrofici, sono cose banali, quotidiane, irrilevanti: una chiamata rifiutata, un viaggio rimandato, una strada diversa per tornare a casa. Eppure c’è qualcosa che luccica in questi ricordi. Un lampo. Sono attimi inutili e cristallini che tornano alla mente come una profezia. Proprio in quel momento qualcosa è cambiato.
The Irishman | It is what it is
«Ho sentito che scrivi di cinema» dice mio padre sorseggiando con calma il suo caffè. «Sì, beh… non esattamente di cinema. È un po’… complicato da spiegare». «Certo. È sempre complicato, no?» ribatte sollevando gli occhi dalla tazzina. Rimaniamo in silenzio, in un pomeriggio di inizio autunno, e sento il mio vecchio improvvisamente vicino.
The Passenger | Apriti oceano!
di Giovanni Stengel Sono alcuni mesi che non fumo grazie ad un libretto, molto famoso, e dal trucido titolo: È facile smettere di fumare se sai come farlo, di Allen Carr.
Il colpo del cane – Alcuni dubbi che ho ancora
Quando compii dodici anni di vita scappai di casa, in una primavera di fine anni Novanta.
Burning – L’amore brucia | Le cose che non vedi
Un telefono squilla. È un suono impertinente che non si esaurisce in tre o quattro squilli ma insiste per almeno un paio di minuti. È un suono pressante e convulso. Ma da dove viene? Io ho solo un cellulare e non squilla così, e poi ce l’ho in tasca, in casa non dovrebbero esserci altri telefoni, anzi sono sicura che non ci siano altri telefoni dato che abito da sola. Allora entro nelle stanze, apro i cassetti, mi stendo a terra per guardare sotto i mobili, controllo dietro i cuscini del divano. Niente. Un telefono squilla eppure non c’è alcun telefono. Mi fermo e ascolto. Lo sento. Lo sento soffocato e allo stesso tempo netto, distinto, come sepolto sotto una catasta di libri. Lo sento lontanissimo e allo stesso tempo accanto al mio orecchio. Lo sento deciso, nel muro, come se squillasse nell’appartamento dei vicini. Il problema è che abito in una villetta indipendente e non ho vicini di casa. Che poi dire villetta è un po’ esagerato, in realtà ho una stanza, due bagni, uno studio, una cucina con salone, tutto su un piano, è una bella casa, non troppo grande ma funzionale come dicono nei programmi televisivi di ristrutturazioni, si sta bene, il quartiere è tranquillo, e soprattutto non ho vicini di casa.
Il cattivo tenente | Disorientamento post Manifattura Tabacchi
– Quindi la rubrica dei Bellissimi della Bocciofila è finita, peccato, ho letto racconti favolosi. – Eh già, siamo molto soddisfatti. – Altro che soddisfatti, voi racconti così mica li scrivete, hai visto che sono stati citati anche in altri blog e riviste? I vostri invece mai. – Coincidenze.
I Goonies | …di via di Porto
di Ilaria Giannini Siamo i Goonies di via di Porto, mi ripetevi dopo aver visto quel film nell’aula magna delle medie di Massarosa: l’avevano proiettato sull’unica paleolitica tv di proprietà dell’istituto l’ultimo giorno di scuola e cavolo se ti era presa bene.
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