• Chi siamo
  • Contattaci

In fuga dalla bocciofila

  • Home
  • Categorie
    • Anatomia di un fotogramma
    • Cartoline dal foyer
    • La scena tagliata
    • La sindrome del personaggio secondario
    • Lo sfogone
    • Oceani di autoreferenzialità
    • Recensioni vere
    • La recensione di Ferruccio Morandini
    • La vertigine della lista
  • Festival
    • Festival dei Popoli
    • Festival di Cannes
    • L’arte dello Schermo
    • Lo Schermo dell’Arte
    • Torino Film Festival
  • Haiku
  • Archivio
    • Indice Alfabetico
    • Archivio per mesi
  • Cerca

Tremors | Tre memorie sotto il suolo

26 Agosto 2019 di Redazione

di Giulio Pedani

 

Quella del 1991 fu una sciagurata estate dispari senza Mondiali né Europei. Avevo 12 anni e una seria relazione epistolare con una di San Gimignano.

Passavo le ore più calde delle giornate di luglio con Use your illusion I nelle cuffie guardando le trebbiatrici mietere il grano tra nubi appiccicose di polvere marrone. Il frastuono infernale delle macchine si sposava male con gli urletti isterici di Axl Rose, ma bene con gli assoli di Slash.

Durante un pomeriggio particolarmente movimentato mi capitò di vedere un enorme lombrico tranciato dai denti della trebbiatrice. Giusto così: lasciare il comodo sottosuolo – ben più fresco di quei campi roventi – mi era parsa una sfrontatezza al limite dell’arroganza. La sera stessa Retequattro trasmise in prima visione Tremors: un minuscolo villaggio nel deserto del Nevada – da cui il protagonista Kevin Bacon voleva scappare, per inseguire i suoi sogni – veniva sconvolto dall’arrivo di alcuni giganteschi vermi sotterranei.

I Vermoni erano ciechi, ma percepivano ogni minima vibrazione del terreno, e sbucavano da sotto a fauci spalancate divorando la loro preda, spesso rappresentata da un americano bianco, né povero né ricco, tra i trenta e i cinquanta, mediamente istruito, privo di un’occupazione fissa, meglio se di simpatie repubblicane.

Il film iniziò con Kevin Bacon che pisciava dalla cima di un canyon: fu amore a prima vista. Poi i Vermoni cominciarono ad ammazzare gente, e Kevin Bacon e il suo amico Fred Ward (attore di sangue indiano, ottimo per i ruoli di avventuriero rude eppure leale, affidabile nei lavori manuali, sboccato ma festoso) dovettero provare a salvare la cittadina; cittadina dove – ed era ingeneroso che l’America fosse rappresentata così – ogni abitante possedeva due pick up, cinque capre, dieci fucili, e la maggiore autorità morale era un guerrafondaio paranoico che viveva in una fortezza con bunker antiatomico e un campo minato al posto del giardino.

 

Avrei scoperto solo molti anni dopo che il Nevada, a dispetto del nome, ha davvero ampie zone desertiche; che i Vermoni si chiamavano Graboid; che non c’è un solo film americano dove il protagonista non voglia fuggire da una piccola cittadina per inseguire i suoi sogni; che la cittadina del film era composta di roulotte e baracche, sprovvista quindi di condizionatori (un film segretamente ambientalista?); che il film, benché non privo di ritmo e umorismo, era solo un debole fanta-western in cerca di una discutibile fusione tra Lo squalo (con i Graboid al posto del pescecane) e L’invasione degli ultracorpi (con i Graboid al posto del comunismo); che Kevin Bacon doveva essere stato parte, a fine anni Ottanta, insieme a Val Kilmer e River Phoenix, di uno stesso grande essere, poi centrifugato in un frullatore e successivamente frazionato in tre attori diversi; che d’accordo, in ogni sceneggiatura d’azione hollywoodiana è previsto per contratto un “ehi, stiamo correndo come se avessimo il pepe al culo!”, o un “sei capitato nel posto sbagliato, brutto figlio di puttana”, oppure, riferito a un qualunque generico mostro alieno, un bel “che cosa sono?” “sono dei figli di puttana”; ma a “Sai volare, testa di cazzo???” come battuta finale, non si era mai spinto nessuno.

 

Ora è un’altra estate dispari, senza Mondiali né Europei.

Use your illusion (I e II) li ho regalati a una parrocchia.

Tremors ha avuto 4 sequel e un prequel, tutti indimenticabili.

La mia ex fidanzata di San Gimignano è diventata un’insegnante di giapponese.

Ho meno interesse per le trebbiatrici in genere.

Ogni volta che vedo un lombrico mi inchino per rispetto.

 

Giulio Pedani (Siena, 1981) ha pubblicato racconti su Futbologia, Toscana Ovunque Bella, Pastrengo, TheMacGuffin, Corriere Fiorentino. Nel 2016 il suo racconto “Passami il granchio” è stato pubblicato nella raccolta “Odi” (Effequ). Nel 2017 il suo racconto “Respirano” ha vinto il premio Petrarca.Fiv. A giugno 2019 è uscito “L’Iguana era a pezzi” (Effequ) ed è il suo primo romanzo.

 

 <– Leggi il precedente Bellissimo della Bocciofila

 

Condividi:

  • Facebook
  • LinkedIn
  • Twitter
  • E-mail

Postato in: bellissimi, Festival, Lo sfogone, Oceani di autoreferenzialità Tag: Axl Rose, bellissimi, Fred Ward, Hollywood, i bellissimi della bocciofila, Kevin Bacon, nevada, slash, tremors, vermoni Fai un commento

RispondiAnnulla risposta

  • Chi siamo
  • Contattaci

© 2025 · In Fuga dalla Bocciofila · Website designed by Alessio Pangos · Privacy Policy"In fuga dalla bocciofila" cerca di fare molta attenzione a non pubblicare materiali che possano ledere in alcun modo il diritto d’autore. Tutti i media [immagini, video ed audio] sono pubblicati a bassa risoluzione, in pieno rispetto del comma 1 bis dell’articolo 70 della Legge sul Diritto d’Autore che consente “la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro”. Chiunque ritenga che sul sito siano presenti testi, immagini, audio e/o video non opp​o​rtunamente licenziati, contatti i soci per chiarimenti.

Questo sito utilizza cookie per le proprie funzionalità e per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, o continuando con la navigazione acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui / CHIUDI
Privacy & Cookies Policy

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA