di Stefano Tarquini Quando Miriam esce con Nino, Elvira ha tutta casa per sé. Di solito accade ogni lunedì. Si vedono ancora, anche se Miriam lo ha lasciato già da un po’. Dice che sono rimasti amici, ma non ci crede neanche lei. Lui scopa bene e lei ancora non ha trovato nessuno altrettanto bravo a letto. Opportunismo, essenzialmente. Elvira guarda dalla finestra la vecchia Opel Corsa nera di Miriam allontanarsi dal parcheggio assegnato al loro appartamento, e si chiude in casa a chiave per sentirsi più sicura.
Nanette | Incel
Se tocchi una femmina ti sporchi. Poi devi toccare il verde che disinfetta. Se un maschio fa la pipì dentro una femmina, lei muore. Se giochi con le femmine fai schifo: i giochi rosa sono per le femmine, con le bambole ci giocano solo loro. Le principesse sono femmine, Superman è maschio. Ma smettila di piangere come una femminuccia. Cosa piangi?
Rifkin’s Festival | Déjeuner sur l’herbe
Davo fuoco al Déjeuner sur l’herbe di Manet, e mi tumefacevo dietro una manganellata in faccia data dalla guardia giurata del Musée d’Orsay, giustamente. Poi venivo ammanettato e sputavo in faccia a un gendarme. Poi venivo condannato e cagavo in mezzo all’aula del palazzo di giustizia. Poi venivo massacrato di botte in carcere e crepavo. Fine del sogno in 4:3.
Il Cinema Flora, primavere e sesso sfortunato
Una guida su come tornare al cinema in gran stile: 1.Preparativi “It is spring! Springtime again!” Intona una voce nella radiolina da bagno. È primavera quando si vuole che lo sia e oggi per me lo è. C’è il sole e fa caldo ma in modo settembrino. Settembre è una primavera migliore di quella vera perché è il momento in cui si ritrovano tutti, mentre la primavera vera è solo il preludio al grande baratro estivo, la dispersione. Insomma è una giornata fantastica, come un primo giorno di scuola, e da pochi giorni sono riaperti i cinema. Mentre mi metto il rossetto penso che prepararsi per andare al cinema sia impagabile e che avvolte il film è deludente in confronto a questa fase carica di magia. Deve essere vissuta al massimo: si inizia con una fase retorica interminabile, in cui ci si confronta con gli amici sul cosa si andrà a vedere e sul quando e sul dove. Controllo l’ora: sono perfettamente in ritardo. Ecco un’altra regola fondamentale per godersi la serata: è necessario introdurre un elemento imprevedibile ed elettrizzante. Io amo arrivare in tempo per le ultime pubblicità. Da questa introduzione si direbbe che sono prontissima per il ritorno al cinema, ma in realtà sono nel panico. Mi metto dei graziosi orecchini di perla. Quando sono riaperte le sale ed è iniziata la fase di scambio con gli amici, ho constatato che non conosco i cinema di Firenze quanto quelli di Parigi: “oh certo, il cinema Flora, lo adoro”, ho ripetuto con il vuoto dentro, mentendo spudoratamente. Quando ho scoperto che il cinema Flora è a Rifredi ho realizzato di non conoscere Rifredi e quindi di non conoscere la città in cui sono cresciuta. Ha iniziato a girarmi la testa e ho smesso di pensarci. Impostora! Ho urlato allo specchio. Poi mi sono piastrata i capelli. 2.Poteva andare anche in questo modo 3.Mezzi Pubblici Sono sull’autobus e fuori è settembre. È l’ora più bella della giornata: le 19. Sto andando per la prima volta al cinema da sola nella mia città. Valicherò per la prima volta le porte del cinema Flora, è… leggi
Nomadland | Diventare grandi
Era il 1998, avevo 18 anni e il mio primo, regolare, lavoro: contratto, busta paga, stipendio. Facevo il lavapiatti nella cucina di un villaggio vacanze capace di ospitare, a pieno regime, oltre 1000 persone. Non avevo di che lamentarmi. Era il 1998, lavoravo come addetto alla preparazione di frutta e insalata nel ristorante di un campeggio. Si lavorava 15 ore al giorno ma ne pagavano 6. L’alloggio del personale era composto da delle roulotte dismesse. Dall’esterno aveva l’aria di un accampamento rom abusivo. Erano i sobborghi del campeggio, le banlieue, un luogo che i turisti si guardavano bene dall’avvicinare, scansandolo come una cacca di cane sul marciapiede.
As I Was Moving Ahead Occasionally I Saw Brief Glimpses of Beauty | Mattina di primavera in Largo Bargellini
Delle settimane che precedettero l’uscita del romanzo ho ricordi nitidi.
Minari | La meccanica dei fluidi
Alzarsi senza sveglia
prima alle sette e mezza
poi poco dopo le otto e
in breve
alle nove, o anche più tardi.
Assurde morti a Hollywood | Steve McQueen
L’8 novembre 1980, a poche ore dalla morte dell’attore Steve McQueen in una piccola clinica di Ciudad Juarez, Messico, Michael Seiler e Wayne Warga scrissero sul Los Angeles Times: “McQueen was one of the film industry’s biggest draws. Like Paul Newman, Robert Redford and Clint Eastwood, he had that special quality of manliness that women found attractive and men admired. But he was different from the others. He seemed somehow less complicated than Newman, more rugged than Redford, less wooden than Eastwood”.
Psyco | Non asciugarsi i capelli
Era un giorno come gli altri, ordinario e di routine, senza il minimo segno che lasciasse presagire cosa sarebbe successo. Janet si alzò insieme a suo marito, Norman, gli preparò la colazione e lo salutò quando uscì per un appuntamento di prima mattina. Rimase sulla porta, salutandolo con la mano mentre lui se ne andava in macchina dalla loro nuova casa, adagiata su una collina. Quella casa era soprannominata “di vetro” per le sue enormi finestre cielo-terra inondate di sole da ogni lato. Tornata in cucina bevve il suo caffè della mattina, scorse i titoli del giornale e aspettò che i due figli adolescenti scendessero. Preparò per loro alcune frittelle, poi corse di sopra a vestirsi per andare a lavoro.
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