Fagiano, Phasianus colchicus Il capo verde e cangiante penzolava dal ripiano alto del frigorifero. Aveva un piumaggio molto soffice; eppure si vedeva già quanto fosse freddo. La morte lo abitava e aveva gli occhi spalancati. Nel piatto, con il sugo e le olive, bisognava stare attenti ai pallini conficcati nelle carni perché non scheggiassero i denti.
Lo scorso inverno non sono uscito e ho guardato moltissimi film di Rhomer
Lo scorso inverno non sono uscito e ho guardato moltissimi film di Rhomer.
Il giorno sbagliato | Non ti odiano. Ti ignorano
Se questa mattina avete imboccato Viale della Santa Pazienza, vi sarete chiesti come un’auto sia riuscita a infilarsi nella vetrina del barettino all’angolo, lasciando dietro sé detriti e panico. È una giusta domanda. Tanto per iniziare, la macchina è mia ma no, non ero né sbronzo né distratto. Ho sfondato di proposito il locale. Ero entrato lì con gentilezza, e una richiesta semplice. Ma andiamo per ordine.
A Sun | Padri e figli
Per quanto avessi sbagliato, lui era sempre mio padre. Non avrebbe dovuto, che ne so, fare uno sforzo? Quando ero bambino, piangendo, smettevo di respirare e ci voleva un suo schiaffo per farmi ripartire. Correvo nel suo studio e a gesti lo imploravo di prendermi a schiaffi. Non per finta, uno schiaffo vero, pesante. Allora i polmoni si aprivano di nuovo e potevo continuare a piangere da solo, senza disturbare nessuno. Ero terrorizzato all’idea che succedesse quando lui non c’era. Non succedeva mai.
Undine | A fari spenti
Esco di casa dopo il coprifuoco senza ricordare bene dove ho lasciato l’auto. Va bene, penso, è giusto che ci diamo del tempo.
Grand Cinéma Colonna
Scritto da F.F. Vorrei che un giorno a Firenze Sud si potesse leggere una targa tipo: “Qui visse F.F. genio del cinema internazionale e noto personaggio di cinemini, sempre fedele alle sue origini: nata, vissuta e morta alla Colonna”
Malcolm and Marie | Appunti per litigi sinceri
Di Stefano Ficagna Non siamo belli quando litighiamo. Tu finisci sempre per piangere, ti cola il mascara che metti per far risaltare gli occhi da cerbiatta, e ti ritrovi con due pozze nere sopra il naso; io divento tutto rosso in faccia, come se stessi soffocando e mi gratto il cranio cercando di infilare le mani nei capelli che non ho. L’unica nostra finestra si affaccia sul palazzo di fronte, non abbiamo neanche la visuale di un po’ di verde a suggerirci la calma. I vicini cercano di guardare altrove quando ci scanniamo, ma la tentazione di spiare è troppo forte: a volte ci cadiamo anche noi, quando sono gli altri a comportarsi come nei nostri momenti peggiori.
Double Trouble
High Life | J. H. Kellan, uomo di ingegno ed educazione
John Herbert Kellan fu alzato per le ascelle nella luce scarlatta di un sole largo e opulento che gli riempiva gli occhi mentre lo strattonavano.
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