Il cane comincia ad abbaiare alle 9 di mattina. Sarebbe meglio dire che ha cominciato alle 6, ma io riprendo coscienza solo alle 9. Devo combattere con una emicrania che deforma lo spettro del visibile in direzione degli ultravioletti. Bevo circa cinque tazze di acqua calda e butto giù due aspirine. Mi fanno male i polmoni. Fumare è proprio uno schifo, anche se la sera prima la stavi facendo ridere grazie alla tua danza delle dita (il resto del corpo per miracolo verticale) e ad essere più precisi erano solo gli indici, che il resto della mano si era staccata, caduta in un qualche angolino chi sa dove.
Ave, Cesare | Le cose là fuori
Un buon metodo per selezionare gli amici potrebbe essere domandare ai potenziali candidati se non gli dispiaccia andare al cinema di pomeriggio. E’ stata una delle prime cose che ci siamo detti, io e Pietro, che preferiamo andare al cinema a quelli spettacoli in cui se va bene ci saranno si e no una decina di spettatori, in cui la sala non è ancora ricoperta da un strato scricchiolante di pop corn e bottiglie di plastica, in cui quando si esce c’è ancora la luce, pure d’inverno.
Batman V Superman: Dawn of justice | Un esempio della ricorsività della fuga
Un esempio della ricorsività della fuga – mia, in questo caso, ma del blog in generale che ne fa un marchio e un metodo – è questa recensione che subito fugge dall’essere una recensione.
The club | MYmovies and I
Uno Come sarebbe la nostra vita se la smettessimo di desiderare? Nessun tipo di pensiero, nessuna idea, seppur remota. Niente spasimi per qualcuno o qualcosa, per una migliore posizione sociale, una conquista, niente di niente. Probabilmente in quel mondo alla fine del mondo, in quella Patagonia dei desideri, che è come mi immagino la vita sacerdotale, desidereremmo ancora. Desidereremmo lo stesso, perché desiderare è sinonimo stesso di esser vivi. Penso io.
Cinema Koreano come 38° parallelo del nostro inconscio
L’11 marzo è iniziata la quattordicesima edizione del Korea Film Fest, manifestazione cinematografica a cui noi della Bocciofila siamo molto affezionati (e lo rimarremo per sempre), in quanto il cinema coreano ha portato sullo scenario internazionale artisti di incredibile spessore di cui ci siamo innamorati perdutamente.
Love | Prima del prossimo imminente cineforum, ecco un riepilogo del primo
di Chiara Bonsanti Ho immaginato questa cosa: un lui e una lei, non si conoscono, casualmente vanno entrambi a un cineforum, una cosa organizzata da dei ragazzi. Quindi fanno aperitivo, e inizia il gioco di sguardi, poi vengono presentati. La lisca di lui la fa impazzire, lo strabismo di venere di lei lo intriga.
Lo chiamavano Jeeg Robot | Cartoline dal foyer
Cartolina n.I Il 5 luglio del 1982, nello stadio Sarrià di Barcellona il pubblico attende con impazienza la partita che sembra destinata a segnare l’uscita dell’Italia dal mondiale. Già dalla metà di giugno, il Brasile di Santana infiamma i campi spagnoli con un gioco da applausi e un’infilata di fuoriclasse. Socrates, Zico, Falcão, solo per elencarne qualcuno. Nonostante l’impenetrabile difesa della selezione di Bearzot, il destino della squadra tricolore sembra segnato. “Italia vittima sacrificale di un Brasile semplicemente stellare”, scrivono i giornali. A sorpresa, invece, Rossi mette a segno una tripletta che rimarrà per sempre nella storia del calcio, garantendo all’Italia l’accesso alle semifinali. Sei giorni più tardi, dopo un 3-0 contro la Germania Ovest, la nazionale italiana alza al cielo la Coppa del Mondo.
Anomalisa | Fare i conti
Charlie Kaufman è interessato minimamente al fatto che i suoi film sono destinati a una minoranza di persone? Partiamo da questa domanda, il resto verrà da sé. C’era dietro di me al cinema, dovete pensare a uno di quei cinema polivalenti, fuori dal centro storico, non un multiplex, ma una sala da cento posti appiccicati, e giusto sul collo questa donna qualunque, nazional popolare, media, che commentava le scene come un controcanto:
Dio esiste e vive a Bruxelles vs Una settimana da Dio | Avete presente Dio esiste
di Chiara Bonsanti Avete presente una settimana da Dio, che sostanzialmente parla del fatto che tutti vorrebbero essere dio almeno per una settimana, fosse anche solo per ingrandire le tette della propria ragazza, o per diventare un riccone con la macchina sportiva, voglio dire, chi è che non vorrebbe incontrare Morgan Freeman vestito da gelataio che vi fa camminare sulle acque e vi dice che per una settimana sarete voi a decidere del destino delle persone sulla terra, e in culo il libero arbitrio.
- << Precedente
- 1
- …
- 92
- 93
- 94
- 95
- 96
- …
- 111
- Prossima >>








