LEGGI LE PUNTATE PRECEDENTI Era proprio lì, alla fine della scalinata, accanto al mezzobusto del marchese. La Manna ha corso a perdifiato per raggiungerlo, afferrargli il braccio, costringerlo a voltarsi e trovare il coraggio di urlare: «eccomi, dimmi tutto!
Intervallo di terza | Le scale
LEGGI LE PUNTATE PRECEDENTI «Stai bene?» Il Campa si sporgeva dalla porta del bagno. «È il bagno delle femmine», ha detto la Manna. «E tu che ci fai nel bagno delle femmine?» «Sei uno stronzo».
Intervallo di terza | Il bagno
LEGGI LE PUNTATE PRECEDENTI di Rebecca Moore Ha aperto gli occhi. Sguardi curiosi la fissavano dall’alto, facce scure contro un cielo che era già di nuovo limpido e azzurro. Tutti gli altri erano ancora presi da quella lotta all’ultimo sangue, lanciandosi addosso gli ultimi pezzi di ghiaccio, a rischio di scivolare anche loro, per guardarsi intorno e notare cosa era appena successo. Qualcuno le ha passato gli occhiali. Allora la Manna si è tirata su, forse con uno scatto un po’ sgraziato, volendo evitare ogni altra attenzione, ché già si vergognava a sufficienza. Temeva che la mandassero in infermeria e che avrebbe perso del tempo prezioso. Le girava un po’ la testa, ma stava bene.
Intervallo di terza | Il cortile
LEGGI LE PUNTATE PRECEDENTI di Aquiles José Martínez Pérez «Tutto a posto, secchioncella?» ha detto Biagio. «Si… Credo…» «Ma sei sbiancata, ragazza. Guarda che forse non spaccia, o forse non è il ragazzo che dici tu.» «Cioè, si, sto bene.» Anzi, sicuramente non è lui. Te l’ho detto: quello di cui parlo io è stato sospeso. E poi…» «Tutto a posto, Biagio. Davvero».
Intervallo di terza | La presidenza
LEGGI LE PUNTATE PRECEDENTI Simona non sapeva dare un nome alle cose dentro di lei. Forse, quel giorno del settimo mese dell’anno, provava il riflesso dell’eccitazione, nella luce color latte, che aveva tutta l’aria della pazzia.
Intervallo di terza | La palestra
LEGGI LE PUNTATE PRECEDENTI La Manna, dopo aver seminato il Campa, è entrata in palestra.
Intervallo di terza | Macchinetta del caffé
LEGGI LE PUNTATE PRECEDENTI È uscita dalla classe alitando sulle lenti degli occhiali e pregando che non le accada più, non oggi almeno, non per questi quindici minuti. Non per questi quindici minuti, per favore.
Intervallo di terza | La ricreazione
Ha pensato che gli occhi fossero la cosa più bella: verdi e grigi, lontanissimi l’uno dall’altro in mezzo ad una faccia seria e nervosa. Lo rivedeva come in sogno, tanto era stato veloce, neanche il tempo di chiedere cosa o perché che già il suo zainetto saliva le scale, saltando i gradini a due a due, e si confondeva fra la folla di altri zaini uguali, quasi un campionario aziendale in transumanza verso le aule deserte.
Pane e cioccolata | Ad Hatfield si respira aria pesante
Essi Vivono ST02, Ep 17 di Giulio Fusco Cercando su internet le curiosità di Hatfield, piccolo villaggio industriale a nord di Londra dove vivevo da qualche anno, scoprii che aveva dato i natali a Guy Ritchie, regista di Snatch, capolavoro del cinema pulp, e che aveva anche ospitato il concerto di Sting e i Police quando per la prima volta suonarono Message in a bottle.
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