Di Giulia Sabella Non è vero che un figlio ti cambia la vita. È una leggenda metropolitana, una di quelle frasi che la gente ripete alzando il mento, con lo sguardo di chi la sa lunga. Questa regola varrà anche per qualcuno, ma sicuramente non per me. Quello che serve per portare avanti le più semplici attività quotidiane è un po’ di inventiva come, ad esempio, approfittare dei momenti di allattamento per guardarsi un film.
The Wife | Venezia pallida
di Rebecca Moore Lo volevo lasciare già da un po’, per via di quei suoi modi persecutori. Non credeva mai a niente di quello che gli dicevo, faceva il suo gioco. L’avevo incontrato in palestra, mi aveva offerto il suo aiuto, educato, piacente, premuroso. Nei lineamenti si intravedeva una strana durezza, che riconosco solo ora con la chiaroveggenza del domani. Era bello, “un principe azzurro” lo avrebbe definito mia madre, portava camicie bianche inamidate e stirate da lui.
I 10 film che avremmo voluto vedere nel 2020
Il 2020 è stato un anno difficile, pieno di inciampi, che vorremmo dimenticare ma che non scorderemo mai. Abbiamo vissuto giornate lunghissime in un misto di panico, esaltazione e assenza di gravità; giornate in cui avremmo solo voluto guardare un film dopo l’altro in una devastante catena di pellicole che ci avrebbe condotti per mano verso una drammatica e molto scenografica implosione della vista, ma alla fine lasciavamo sempre perdere per due motivi. Il primo è che, diciamocelo, fissare i piccoli schermi dei nostri computer scassati, ormai bloccati sulle pagine di ogni possibile piattaforma streaming, costituisce un’attività che ha in parte perso il suo fascino. Il secondo, forse il più cruciale, è che niente di quello che avremmo davvero voluto vedere, e che abbiamo atteso come innamorati fedeli durante le ore più dure, alla fine è mai uscito. Forse la verità è che non è stato un anno duro solo per noi; a conti fatti anche il cinema non se l’è passata benissimo. Ma allora – ci siamo chiesti durante l’ennesima riunione Zoom – a che pro scannarsi per l’immancabile e amata classifica annuale? E’ dunque giunta l’ora di tacere, e attendere speranzosi e a mani giunte un 2021 che ci restituisca schermi degni di questo nome? Dopo attente analisi, lunghe discussioni, litigi, botte, sangue, defezioni, urla, pianti, lettere d’addio, violenze e quant’altro, siamo giunti alla conclusione che, apocalisse imminente o meno, la top ten si sarebbe fatta. Non con i migliori film dell’anno agli sgoccioli (che poi in questo benedetto 2020 è davvero saltato fuori qualcosa di pazzesco? Fincher dite? Ma dai. Kaufman? Abbiate pietà di noi, non ce la possiamo fare) ma con i 10 che avremmo (e avreste) voluto vedere. La vostra amichevole bocciofila di quartiere vi augura buon anno nuovo amici, o se non sarà buono per lo meno che sia migliore. Noi rimaniamo qui, con gli occhi bene aperti e sempre in fuga, che di fermarci a ben vedere non ne abbiamo proprio voglia. With love La bocciofila
The Man in the High Castle | La questione del “Santo Natale” nella prospettiva del socialismo realista italico. Riflessioni e raccomandazioni proletarie del 75° comitato centrale della Repubblica Sovietica Italiana
– Cari compagni, care compagne! La Segreteria Centrale Unitaria del Partito Comunista Italiano era schierata in pompa magna e aveva inchiodato perfettamente quell’equilibrio importantissimo da trovare fra lusso, ostentazione, medaglie appuntate sul petto; e modestia, umiltà, proletarismo modaiolo. I membri dovevano trasmettere l’idea di essere gente comune che con impegno, dedizione, duro lavoro e sacrificio erano stati riconosciuti come i migliori rappresentanti della classe dei lavoratori. La giornalista di Moda Proletaria, una rivista molto seguita dalle masse, l’avrebbe definita “eleganza incosciente”.
Mank | Essere pagati per scrivere
In pratica questa casa editrice emergente molto cool mi ha messa sotto contratto. E potete fidarvi quando dico che mi danno, come si suol dire, una barca di soldi.
The Lighthouse | Due o tre cose sul regista Robert Eggers
Si parla con sempre maggiore e giustificata insistenza dell’ultimo lavoro di Robert Eggers The Northman, terminato di girare in questi giorni dicembrini in Irlanda dopo un blocco causa Covid e una quarantena a Belfast.
The gentlemen | È facile fraintendersi
Nel momento in cui vidi le mazze da baseball calare sulle nostre teste, non pensai a quanto potessero far male, né quali ossa ci avrebbero rotto. Pensai invece quanto fosse facile fraintendersi, e come basti poco per pagare questi, chiamiamoli, errori.
Un volto, due destini – I Know This Much Is True | Elegia del figlio unico
Mi sono mangiato i miei fratelli quando ancora eravamo delle folate di vento e gareggiavamo sotto il ventre dei cavalli al galoppo, tra le rocce e sopra la risacca. Me li sono mangiati, e dalla pancia di mia madre sono nato soltanto io, con un taglio secco, in una schiuma di sangue e carne. Poi ho pianto, ma quello – chi più chi meno – lo fanno tutti.
La regina degli scacchi | Educazione in bianco e nero
Esattamente un anno fa, un mio amico molto più preparato e talentuoso di me a scacchi ha organizzato un piccolo torneo amatoriale, dove lui faceva l’arbitro. Avendo perso non solo per merito degli altri bravissimi giocatori, ma anche per la mia incredibile capacità di buttare nel cesso vantaggi importanti, sono caduto in uno stato disforico per un po’ meno di una settimana.
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