Il cane comincia ad abbaiare alle 9 di mattina. Sarebbe meglio dire che ha cominciato alle 6, ma io riprendo coscienza solo alle 9. Devo combattere con una emicrania che deforma lo spettro del visibile in direzione degli ultravioletti. Bevo circa cinque tazze di acqua calda e butto giù due aspirine. Mi fanno male i polmoni. Fumare è proprio uno schifo, anche se la sera prima la stavi facendo ridere grazie alla tua danza delle dita (il resto del corpo per miracolo verticale) e ad essere più precisi erano solo gli indici, che il resto della mano si era staccata, caduta in un qualche angolino chi sa dove.
Ave, Cesare | Le cose là fuori
Un buon metodo per selezionare gli amici potrebbe essere domandare ai potenziali candidati se non gli dispiaccia andare al cinema di pomeriggio. E’ stata una delle prime cose che ci siamo detti, io e Pietro, che preferiamo andare al cinema a quelli spettacoli in cui se va bene ci saranno si e no una decina di spettatori, in cui la sala non è ancora ricoperta da un strato scricchiolante di pop corn e bottiglie di plastica, in cui quando si esce c’è ancora la luce, pure d’inverno.
The club | MYmovies and I
Uno Come sarebbe la nostra vita se la smettessimo di desiderare? Nessun tipo di pensiero, nessuna idea, seppur remota. Niente spasimi per qualcuno o qualcosa, per una migliore posizione sociale, una conquista, niente di niente. Probabilmente in quel mondo alla fine del mondo, in quella Patagonia dei desideri, che è come mi immagino la vita sacerdotale, desidereremmo ancora. Desidereremmo lo stesso, perché desiderare è sinonimo stesso di esser vivi. Penso io.
Anomalisa | Fare i conti
Charlie Kaufman è interessato minimamente al fatto che i suoi film sono destinati a una minoranza di persone? Partiamo da questa domanda, il resto verrà da sé. C’era dietro di me al cinema, dovete pensare a uno di quei cinema polivalenti, fuori dal centro storico, non un multiplex, ma una sala da cento posti appiccicati, e giusto sul collo questa donna qualunque, nazional popolare, media, che commentava le scene come un controcanto:
Dio esiste e vive a Bruxelles vs Una settimana da Dio | Avete presente Dio esiste
di Chiara Bonsanti Avete presente una settimana da Dio, che sostanzialmente parla del fatto che tutti vorrebbero essere dio almeno per una settimana, fosse anche solo per ingrandire le tette della propria ragazza, o per diventare un riccone con la macchina sportiva, voglio dire, chi è che non vorrebbe incontrare Morgan Freeman vestito da gelataio che vi fa camminare sulle acque e vi dice che per una settimana sarete voi a decidere del destino delle persone sulla terra, e in culo il libero arbitrio.
Sempre meglio che lavorare | Io e l’ansia
È una splendida serata di fine inverno. Sfreccio in bicicletta senza che le dita, prive di guanti, si congelino a contatto con l’aria, e per celebrare l’evento decido di andare al cinema a vedermi una cosa qualsiasi. In un multisala del centro danno il film dei The Pills, a dire il vero non avrei mai pensato di pagare un biglietto per guardarlo, ma tant’è. Anzi, ho talmente voglia di piazzarmi di fronte a uno schermo che ci vado da sola, a un ultimo, disertatissimo spettacolo serale. Compro un bicchiere di pop corn da un tizio simpatico al bar, faccio il mio ingresso trionfale nella sala prevedibilmente vuota e mi siedo proprio al centro, ignorando con gioia l’obbligo di occupare il posto assegnato, stampato a caratteri giganteschi sul biglietto.
Joy | Brevetti
L’argomento brevetti mi sta particolarmente a cuore per vari motivi. Prima di tutto, una persona che abbia inventato o brevettato qualcosa assurge immediatamente all’empireo della mia stima. Non sono sicuro del motivo, certo è che di tutta la prosaica fama che i rami tecnico e ingegneristico si portano dietro l’inventore fa rime e poesia. Possa egli aver inventato le scarpe con lo strappo o i buchi sulla carta igienica, l’inventore ha tutta la mia ammirazione. (Torneremo a breve sulla carta igienica.)
Revenant | Una recensione visiva
Disegni e testi sono opera integralmente integrale di Stefano Mutolo
Alla ricerca di Vivian Maier | Vivian chi?
Vivan Maier, dicevamo lasciando la sala del cinema, non ho mica capito se facesse delle belle foto, ma non potrai negare che non abbia una bella storia. Bah, un bel look, vorrai dire.
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