Mi dovrebbero pagare per dormire. Mi immagino una società dove il boom demografico sia talmente incontrollato da costringere le persone a dormire. Non le possiamo uccidere, ma le possiamo costringere a letto. Ho visto questo film (Sully) credendo che fosse un horror. È un fraintendimento tipico della mia famiglia ritenere le pellicole sui disastri aerei una specie di horror. Credo che sia una paura e un tabù tribale dei Mazzanti.
Knight Of Cups | Un’analisi (forse) troppo noiosa che qualcuno definiribbe respingente 2
In estrema sintesi: TUTTO QUELLO CHE SO È SBAGLIATO. Da qui scaturisce il film come soluzione esistenziale attraverso il dialogo:
Animali notturni | Triangoli
Fin da piccolo ho sempre avuto una mente matematica. Numeri, insiemi, figure geometriche: mi piacciono quelle cose lì. Qualche sera fa, mentre ero al cinema a vedere Animali notturni e il film si trascinava stancamente tra un cliché e l’altro, ho cominciato a pensare ai triangoli, e mi sono distratto un po’.
Io, Daniel Blake | Malattia cardiovascolare come salvezza
Una sera come tante altre mi sono ritrovato su delle poltroncine pistacchio a guardare un film di Loach. Era da tanto che per partito preso non guardavo un film di Loach. È che Loach mi aveva un po’ scassato le palle, se devo essere sincero. Si era fatto un po’ troppo retorico negli ultimi tempi, Loach. Cioè io lo capisco Loach: è da una vita che affronta temi politici e alla fine ci sta che un po’ di stanchezza si manifesti nelle sue pellicole, nelle pellicole di Loach. E poi tutti non fanno che parlare di Loach. Loach di qua e Loach di là e insomma la gente di sinistra lo ha un po’ consumato questo nome, questo Loach.
Black Mirror 3 | Notti insonni di un crittografo
Mi sono rovinato la vita e la dimostrazione è che guardo Black Mirror 3 e provo angoscia. Dietro la facciata narrativa si nasconde in modo elegante il documentario. Sembra un romanzo di Ballard.
Millennium Mambo | Lupi nella notte
C’è questo, stasera: siamo un branco di lupi silenziosi che corrono verso un qualche altrove. Inebriati dalla nostra bellezza, pronti a bruciare per illuminare la notte.
Inferno | Cronache dal set (1)
Come da contratto stipulato con la Toro Media S.r.L., il mio ruolo, durante le riprese fiorentine del film Inferno, era quello di gestire un gruppo di comparse che oscillava tra le 15 e le 50. “Gestire” significava per lo più ammazzare il tempo in qualche modo, raccontarsi aneddoti su cosa aveva visto chi – la nuca di Tom Hanks, le falangi di Ron Howard, i lobi di Felicity Jones – per trovarsi a pendere dalle labbra di chi aveva avuto la fortuna di fare una scena vicino ai protagonisti, di ripetere lo stesso ciak venti, trenta volte in compagnia delle star. Di questi racconti ascoltavamo inebetiti i particolari più irrilevanti: “e poi mi è passato vicino”, “non pensavo che fosse così grasso”, “a un certo punto ha scoreggiato”. La magia del cinema ci aveva letteralmente irretito.
La teoria svedese dell’amore | Chi fa da sé fa per té
di Chiara Bonsanti La teoria svedese dell’amore. La teoria dell’amore sugli svedesi. La svedese in teoria è un amore. Insomma cioè, l’educazione sessuale di quei porci degli svedesi Andare al cinema è una di quelle cose che si dovrebbero fare da soli. Andare al cinema è una di quelle cose che si dovrebbero fare da soli ma che poi alla fine ci si va sempre in compagnia. Insomma è una di quelle cose che si dovrebbe fare da soli, di solito ci si va in compagnia, ma poi può anche capitare ogni tanto, invece, di andarci da soli.
ERA MEGLIO SE ESCO AL BAR | Escobar, un film che, giuro, mi ha stupito
di Chiara Bonsanti Avete presente quella barzelletta che dice così.
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