Domenica sera, in quel di Los Angeles, andrà in scena il consueto appuntamento annuale in cui Hollywood celebra se stessa: gli Oscar.
The OA | In un vasetto con dei semi di ciliegio
In macchina. Siamo finiti a parlare della morte. Davanti ad un pub dove andavo qualche volta ai tempi del liceo. Ai lati di una rotonda. Lei con capelli castani, in alcuni punti biondi, il rossetto e il mascara, la cintura allacciata, una collana azteca che azteca non è. Io in un logoro parca.
Miracolo a Le Havre | Gli armadi di Aki Kaurismaki sono vuoti
Una teoria afferma (mio padre) che noi siamo il nostro armadio. Esattamente. Punto punto. Roba buttata, che ci si è dimenticato di avere e altre cose che invece noi usiamo spessissimo, il nostro vestito preferito del periodo, eccetra.
La la land | Tutte le feste dove sono stata
Avete presente quella sensazione: quando sei stato a una festa, facciamo di proporzioni più che notevoli, facciamo con presenza di musica troppo alta per prevedere interazione verbale, facciamo condita con droghe dalle posologie più varie – preferibilmente sintetiche; quella sensazione, quando raccogli la giacca e tagli la folla in direzione opposta al suo moto, quando superi la porta e c’è il buio e c’è la calma, ci sono le macchine parcheggiate una dietro l’altra lungo la strada, ci sono i rumori sempre più lontani, a volte le pozzanghere, a volte gli alberi con le foglie che dondolano nell’aria di un’ora incerta, a volte un cane che si gratta contro un copertone in attesa che il padrone si accorga della sua assenza, a volte anche qualcuno che vomita
Rogue One | Sempre sia il mio cuore aperto ai piccoli uccelli
Sono andato a vedere questo film ad un noto multisala comprando biglietti via internet che ho risparmiato senza dire neanche “La prego ho dimenticato il tesserino invalidi psicologici” risparmiando 3 euro netti esentasse. Già questo mi ha messo di buon umore se devo essere sincero e certo che se poi devi sopportare 35 minuti di pubblicità e trailer lo fai con uno spirito diverso.
Juste la fin du monde | Da qualche parte
Di Matthew Licht Spesso i film in cui non succede niente sono quelli che si ricordano meglio. Sono belli anche film lunghi e monotoni che poi finiscono con massacri, scontri tra Lamborghini e Maserati, orge, messe nere, esplosioni e musiche dei Pink Floyd. In questo film non succede nulla, ma è il nulla nullo, non quello Zen o nichilista. E finisce con un numero di finto blues-gospel, piagnucoloso ma ballabile.
Animali notturni | Triangoli
Fin da piccolo ho sempre avuto una mente matematica. Numeri, insiemi, figure geometriche: mi piacciono quelle cose lì. Qualche sera fa, mentre ero al cinema a vedere Animali notturni e il film si trascinava stancamente tra un cliché e l’altro, ho cominciato a pensare ai triangoli, e mi sono distratto un po’.
Io, Daniel Blake | Malattia cardiovascolare come salvezza
Una sera come tante altre mi sono ritrovato su delle poltroncine pistacchio a guardare un film di Loach. Era da tanto che per partito preso non guardavo un film di Loach. È che Loach mi aveva un po’ scassato le palle, se devo essere sincero. Si era fatto un po’ troppo retorico negli ultimi tempi, Loach. Cioè io lo capisco Loach: è da una vita che affronta temi politici e alla fine ci sta che un po’ di stanchezza si manifesti nelle sue pellicole, nelle pellicole di Loach. E poi tutti non fanno che parlare di Loach. Loach di qua e Loach di là e insomma la gente di sinistra lo ha un po’ consumato questo nome, questo Loach.
Black Mirror 3 | Notti insonni di un crittografo
Mi sono rovinato la vita e la dimostrazione è che guardo Black Mirror 3 e provo angoscia. Dietro la facciata narrativa si nasconde in modo elegante il documentario. Sembra un romanzo di Ballard.
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