1. Il film Lumiere! L’invenzione del cinematografo afferma, tra le righe, che coi fratelli Lumiere inizia e finisce la storia del cinema. Che in un certo senso tutti i film sono già stati girati, che il possibile è racchiuso nell’inizio. Una cosetta così, da niente. Per dimostrare questo, che a pensarci un attimo è certamente vero, i registi del documentario avrebbero potuto confrontare scene originali dei Lumiere con scene dei successivi classici del cinema (penso ad esempio a una scena girata su una mongolfiera, che è sputata a una successiva di Fellini), così avrebbero provato agilmente la scoperta clamorosa: la storia del cinema inizia e finisce coi Lumiere.
La teoria svedese dell’amore | Chi fa da sé fa per té
di Chiara Bonsanti La teoria svedese dell’amore. La teoria dell’amore sugli svedesi. La svedese in teoria è un amore. Insomma cioè, l’educazione sessuale di quei porci degli svedesi Andare al cinema è una di quelle cose che si dovrebbero fare da soli. Andare al cinema è una di quelle cose che si dovrebbero fare da soli ma che poi alla fine ci si va sempre in compagnia. Insomma è una di quelle cose che si dovrebbe fare da soli, di solito ci si va in compagnia, ma poi può anche capitare ogni tanto, invece, di andarci da soli.
Un padre, una figlia | Ottimismo rumeno
per F.M. 1. Guidare l’auto ascoltando musica classica, non è mai un’idea felice.
Equals | Passare il Ferragosto in città ti fa sentire una persona fortunata
Passare il Ferragosto in città ti fa sentire una persona fortunata. Gli amici (o i sedicenti tali), i nemici, i conoscenti, le donne altrui e persino i parenti postano fotografie di acque cristalline e relax a base di mojito con maracujà, mentre tu vai al cinema la sera a cercare un solo goccio di vento che asciughi via la tristezza accumulata sulla tua camicia. Leggerai solo poche righe di un libro di Limonov, vedrai Il caso Spotlight, vedrai ancora una volta Jeeg Robot, ma vedrai anche Equals:
Miami Beach | Il pezzo dell’estate
Introduzione. C’è questa cosa secondo cui le persone intelligenti sarebbero più depresse. La Boston University avalla questa tesi e riporta grafici, stabilendo una proporzionalità diretta tra intelligenza e tristezza – cresce verso destra.
Dexter | S.T.Anonimi 3
Nello scantinato dove ci ritroviamo la luce al neon non è per niente calda. Siamo centinaia di persone che vogliono disintossicarsi. La ragazza dalla pelle verde, che è la nostra portavoce silenziosa, tiene le mani tra le gambe e rimane muta ad ascoltare. All’ambone stasera si è inerpicata questa piccola signora vestita con lunghe gonne a più strati. Ci aspettavamo che dicesse qualcosa e invece sta lì con le mai sulla faccia e piange.
The Salesman | Il nuovo film di Asghar Farhadi, che ha vinto molti premi a Cannes
Sono andata a vedere il nuovo film di Asghar Farhadi, che ha vinto molti premi a Cannes. Il nuovo film di Asghar Farhadi si chiama The Salesman, perché è in qualche modo ispirato a Morte di un commesso viaggiatore di Arthur Miller. Durante il film, i personaggi partecipano a un gruppo di teatro che mette in scena esattamente questo spettacolo, e litigano e sbagliano le battute e passano molto tempo a truccarsi. Il protagonista del film interpreta anche il protagonista dello spettacolo, e lo stesso succede con la protagonista. Morte di un commesso viaggiatore parla del sogno americano, del posto fisso, delle famiglie che non funzionano mai e poi alla fine lui muore. Il nuovo film di Asghar Farhadi parla delle tensioni tra le persone, di un’aggressione che forse c’è stata e forse no, dell’Iran e poi alla fine qualcuno muore. Io non l’ho capito bene cosa c’entri Arthur Miller con il nuovo film di Asghar Farhadi, cioè dove sia il richiamo effettivo, quello che ti fa riprendere addirittura il titolo, ma forse è perché sono una spettatrice disattenta, non del tutto capace di cogliere riferimenti complessi.
Game of Thrones | S.T.Anonimi 2
Ieri lo scantinato dove gli S.T.Anonimi si incontrano era freddo. Il riscaldamento si è rotto per l’ennesima volta. Le dichiarazioni all’ambone sono state più veloci del solito, tutti rattrappiti ognuno nel proprio giaccone. La luce al neon che mette in risalto il colorito poco sano dei volti. Il caffè nel bicchiere di carta che oltre a bruciarti la bocca ti riscalda le mani. Ce ne stavamo in silenzio ad aspettare il momento in cui il coordinatore ci avrebbe dato il permesso per andare al buffet. Tutti quei biscotti secchi e i succhi di frutta. C’è odore di muffa agli angoli dello scantinato.
The neon demon | La plastica e lo spirito
Dal quaderno di lavorazione di Neon Demon – N.W. Refn
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