Di Benedetta Bendinelli Muove quelle mani rinsecchite davanti la mia faccia, storte, come quelle di Schiele, e cerca di convincermi del fatto che Tom Cruise sia il più grande attore dei nostri tempi, di tutti i tempi.
Il marchese del Grillo | Obliterare confini
di Diego Rossi “E fatevi il Nome del Padre, porca puttana!” Don Bastiano La chiesa appare in bilico sul ciglio d’un verde pianoro; alle sue spalle, oltre la struttura mezza franata del convento, il cobalto del cielo sprofonda in un vallone immobile d’afa.
Velluto Blu | O delle epifanie lynchiane
di Luca Starita She wore bluuuuveelvet ua ua Canticchiatela, conoscetela, se non la conoscete ascoltatela. Focus sul “ua ua”, provate a dirlo in continuazione: ua ua, ua ua. Sono due note affini, martellanti, inquietanti, che aspirano al vuoto: ecco spiegata in due o tre aggettivi superficiali la filmografia di Lynch.
Dolls | Perché quando non c’eri piangevo
di Raffaele Mozzillo Manca un passo da quella che si potrebbe definire una fine. Perché così si è deciso. Arriviamo là, poi ognuno per la sua strada. E arriviamo prima là, ho fatto io. Quattro ossa rotte non bastano a frenare la realizzazione dei nostri intenti, quando si è scelto non si torna più indietro. Arriviamo là, e poi ognuno –. Sì, ma arriviamoci.
Cinemini | L’estasi di essere a Parigi e di amare i film PT 2: Il cinema Luxour
di Viola V. Giacalone Quella sera al bar abbiamo fatto tardi.
Selfie | Elogio del narcisismo
Già da alcuni giorni ripeto la stessa storia, a chi mi chiede come va, che fai, che si dice in giro: che i semafori funzionano meglio, non so se ci hai fatto caso anche tu. Come dici? Durano meno.
Juliet, Naked | Una notte abbiamo chiuso gli occhi e al mattino avevamo quasi quarant’anni
(lei) Salgo le scale e immagino di trovare il suo corpo inerme, senza vita, in un drammatico abbandono, un braccio cadente a sfiorare il pavimento e gli arti sostenuti a fatica dai cuscini, come apostoli di fronte alla Deposizione di Cristo. Un divano tombale, tra coperte a quadretti e calzini di una settimana. Un silenzio ovattato, assordante, un silenzio di inerzia e decomposizione. La chiave gira nella serratura, ho un brivido, una leggera sudorazione fredda, gelida, dietro il collo. Il divano è un sepolcro vuoto. Percepisco un fruscio dalla cucina, lieve e lancinante. So già cosa sta per succedere ma mantengo la calma, respiro, sarò gentile, respiro, inclinerò la testa per annuire, con la faccia senza espressione. Faccio un passo, due, sorrido, torno indietro. (Una notte abbiamo chiuso gli occhi e al mattino avevamo quasi quarant’anni. Nemmeno fossimo Tom Hanks. Ieri stavamo seduti su una panchina, al sole, a leggere Alta Fedeltà, stilando le nostre personalissime liste, ma a pensarci bene ieri era vent’anni fa. E cosa è successo in quelle poche, pochissime ore? È stata una notte troppo lunga).
Pelle di serpente | È scritto
Da sotto il cappotto grigio sbucavano due gambe esili ma lunghe, simili a parentesi curve che alle ginocchia si allargavano e alle caviglie tornavano strette. Era fermo, di spalle, e ascoltava un vecchio – Sauro si chiamava, il proprietario del bar – che rispondeva alle sue domande su Larin.
Il traditore | Chino con la faccia a terra
La donna si accascia a terra. Resta inerte per pochi lunghissimi secondi – sbatto le palpebre due, forse tre volte, il tempo sembra infinito – quindi appoggia le mani sul pavimento, stende le braccia, rigide, ferme (le braccia sono due tronchi aggrappati al suolo, l’epidermide si compatta in corteccia e resina), infine trascina il bacino e si abbandona sulle ginocchia. Silenzio. Le dita nodose scivolano lungo i fianchi e con un movimento impercettibile aggrovigliano la gonna nera fino a scoprire le cosce: la pelle, pallidissima, esplode in chiazze scure e corpose di vene e capillari. Provo a farmi spazio nel capannello di curiosi, riesco a scorgere, tra una testa e un cappello, la sagoma genuflessa della donna. È in quel momento che vedo i piedi nudi: asfalto, fango, fili d’erba, pietrisco, la pianta dei suoi piedi è una strada, è un calvario, è un crescendo di lacrime e patimenti e privazioni, è un succedersi di notti in bianco, è un sentiero di promesse e penitenze. È una vita intera. Sono così assorto nella contemplazione che non percepisco la torsione della sua schiena. In un attimo la donna è distesa con la faccia a terra. La lingua striscia sul pavimento.
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