I giovani, mormoro piano, l’ora imprecisata, quando torna la stagione delle finestre aperte di notte.
Mektoub, my love | Il destino dei giovani
I fantasmi d’Ismael | Interno giorno mattina
The Disaster Artist | Perché inseguire i propri sogni (non) è una buona idea
1. A una delle ultime presentazioni del mio libro, in un piccolo paese della Toscana dove non ero stato mai, la bibliotecaria che mi presentava, la quale oltre a essere una bellissima donna si era anche studiata tutta la mia carriera letteraria perfino gli articoli che avevo scritto sul calcio, mi ha chiesto, in un punto qualunque dell’intervista, se il fatto che io avessi pubblicato un romanzo mi avesse allontanato dai miei compagni di In fuga dalla Bocciofila.
Una questione privata | Stare nel disaccordo
Prima è stato per via di un film visto mercoledì, che era festa nazionale. Una cosa da niente, ma non era mai successo. O quasi mai. A volte delle piccole discrepanze di valutazione c’erano state. Robuccie, cose da niente.
Festival dei Popoli 58 | La retrospettiva del giapponese
A Ciambra | Voce del verbo Saluta Antonio
Quando è accaduto? Che giorno? Di che anno? Quando è cominciata questa usanza di prendere gente vera e dire loro: «Allora, tu, recita te stesso, anzi non recitare affatto, o solo un pochino, ok?» «Va bene dottore, e voi che farete?» «Io niente. Starò qui a filmare tutto quanto» «Va bene dottore» E così nacque Saluta Antonio.
Sequence Shot Film Festival | Metti una sera alle Serre
Assenza Negli ultimi dieci anni, se la memoria non mi inganna, ho preso parte a tre eventi in cui Enrico Ghezzi era l’ospite di punta. Nessuna delle tre volte Ghezzi si è presentato.
Irrational man | Fine corsa
Si può invertire una tendenza? Si può fare un film su un tema universale come il binomio caso-destino, oppure rileggere un tema come per esempio, vediamo… uno qualunque, facciamo il tema del delitto perfetto? Sì può? Si può partire per capodanno, andare a trovare qualcuno che sta lontano e nemmeno si dormirà con lui, ma in un albergo in centro, in quel paese sperduto sulle montagne, con il rumore di un trolley che ci accompagna? Si può? Partire così, invertire una tendenza, andare al cinema alle 18 a vedere Star Wars e poi alle 21.30 a vedere Bella e perduta di Pietro Marcello? Ma quando si mangia? Si può scrivere un pezzo su Guadagnino in cui si parla della ricchezza, di Pantelleria, di Dobermann che scivolano tra le nostre gambe come pesci di fiume, si può? Si può tornare a vedere Allen malgrado tutto, malgrado non abbia più niente da dire, ecco qua, niente di niente, che la sua voce sia solo una rilettura di temi universali che non faranno invertire nessuna tendenza, ma la confermeranno. Così le nostre partenze per Capodanno, i nostri amori spacciati a riempire questi giorni di ferie, le fughe a casa, le sbronze distanti, a sancire che anche domani è vacanza, e certo i nostri cinema a sottolineare niente, dai quali usciremo così, con la nebbia intorno e le micro-particelle d’acqua in bocca. Irrazionale, dici?
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