C’è tutto un mondo segreto che regola le nostre azioni, il nostro fare o non fare qualcosa, il nostro muoverci silenziosi sotto notti piovose o nebbiose, attraversare ponti, scegliere il film che andremo a vedere al cinema la domenica pomeriggio allo spettacolo delle sette. C’è un mondo segreto che noi non conosciamo e regola il nostro agire, un mondo che sono i nostri pregiudizi, i nostri occhiali, i nostri occhi, per cui questa domenica ci recheremo stancamente o meno con il cuore triste o lieto al nostro cinema affollato o deserto della domenica. Questo mondo segreto, che poi così segreto non è, afferma che il nostro desiderio non sia nostro, ma determinato da qualcosa, da qualcun altro, dal nostro modello di riferimento, da un fratello maggiore, da un padre che non ci riconosce, dagli spot pubblicitari, da quello che abbiamo letto sulla domenica del sole alla fermata degli autobus, sulla tranvia andando a lavoro, o magari su mymovie, assolutamente sì, assolutamente no, no, sì.
I film dell’estate | Favoloso ultimo bacio in Sud America
L’estate è da sempre il mio mese preferito in quanto mese autenticamente triste. Sarà che d’estate la gente sparisce. Non è che la gente se ne sia andata davvero in vacanza, ma solo il fatto che potrebbe essere andata via, fuori città o dovunque, fa sì che tutti si sentano finalmente sgravati dal peso di chiamarsi. Ma dovevo parlare di film, quindi vediamo un po’.
1992 | Ancora dalla parte di Stefano Accorsi
Sai perché la famiglia naturale consiste in un padre una madre un figlio e una figlia?»
Mia madre | Il razzismo
Nella sala semivuota del cinema ci sarà spazio sufficiente per trovarmi accanto un tipo psicologico che svelerà la mia natura intollerante: sono i mangiatori di pop-corn e patatine, tante ch’io non avrei creduto potesse uno comprarne a un bar senza provare almeno un po’ di vergogna.
Campari Red Passion|Fornellini in stanze chiuse
Nella camera d’albergo, dentro al letto, sotto le coperte di cotone chiare, lui domanda a lei cosa abbia insegnato oggi ai suoi studenti di scuola staineriana, cosa hai insegnato a quelle merde pensa in verità, e pensa a una professoressa già completamente sovrastrutturata con tutta la pornografia che si è depositata sull’argomento.
Eisenstein in Messico | Già a giugno
Già a giugno le cose si erano messe al peggio. Dopo maggio era arrivato in città un caldo straordinario, il lavoro non mi piaceva più. Noi due uscivamo a cena dal messicano non buono, ma qualche mese prima la cosa non sembrava interessarmi, invece ora gettava una luce triste su quelle serate passate a bere Margarita. Il nostro amore dov’era finito?
Garrone VS Sorrentino | Prendere posizione
Ho visto nel pomeriggio di giovedì i nuovi film di Sorrentino e di Garrone. Ero a Cannes, ma non è questo che conta. Il festival, le festivàl. Undici ore per arrivare, un treno che nemmeno uno scafista avrebbe avuto il coraggio di propormi, ma vi è crisi economica e tutti dobbiamo adeguarci, perfino io. Undici dodici ore di treno, proprio così. Ero sul vagone e guardavo nella fessura della finestra, in alto, tra placca laminata e sportello satinato, guardavo a testa in sù tramite lo spiraglio tra le due superfici e tra questi spiragli, mentre il treno sferragliava, c’erano delle nuvole e al centro di queste poche nuvole, c’era la luna.
Big Hero Six | Videogame
Il vicino di posto pakistano si è impossessato del bracciolo comune. Voliamo sopra i Balcani, in direzione sud-sud-est, meno cinque ore all’arrivo. La nostra compagnia aerea, tranne lo spazio, ci ha fornito quasi tutto: coperta, cuffie cuscino, calzini blu colore della compagnia e un kit di sopravvivenza con dentifricio e mascherina e tappi per le orecchia. Il cibo non è male, se ti piace il genere. A me piace, a Flavio e Walter no, perché qualcuno gli ha detto che non è buono. Anzi mi schifano mentre mangio tutto il menù beef. Poi però il dolce che gli ho offerto se lo sono mangiato, quei deficienti.
Fino a qui tutto bene | Ardore
Così una sera ho conosciuto la tipa, ma prima del film, e deh. Era la festa dei trent’anni di Ferro e si stava là a casa sua e c’era molta gente e il vicino di casa non doveva essere felice, per tutta quella musica. Così io e la tipa ci siamo un po’ guardati, attraverso le cose. Come si guarda sempre, in generale, alle feste e si è un po’ bevuto. E niente, lei, deh.
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