I gemelli Wachowski si sono impossessati del concetto di deja-vu, dopo Matrix non è stato possibile dire più nulla sul concetto di deja-vu, penso a questo (proprio così) mentre la luce di Aprile trafigge da sinistra il freccia rossa e alla destra si aprono paesaggi del Rinascimento. E’ già successo, questo viaggio a Roma di un week-end, con Diana e la sua famiglia, gli alberghi, i ristoranti, il sole di Roma e la luce di Roma, sempre un treno che ci riporta a casa con i piedi che fanno male, un libro quasi finito nella notte e niente di possibile da dire, sui deja-vu.
1992 | Un haiku per Mulino Bianco
Nelle tristi giornate di Pasqua, piovose, grigie, senza una donna e una famiglia alle spalle, ho guardato con il mio coinquilino Walter, perito agrario, la discussa serie televisiva italiana. Questi sono in ordine sparsi alcuni dei nostri commenti. Le serie, non si dovrebbero guardare mai, nessuna serie.
Una nuova amica | Magari avesse il cazzo
La mia nuova amica fica mi ha domandato: «Ma te che ne dici dell’amicizia tra uomo e donna?» E io ho pensato: No, ti prego non farlo. E le ho detto: «Mah senti, non so bene che risponderti, in altri tempi della mia vita, all’epoca dei miei tatuaggi giovanili, per farti un esempio, avevo una posizione abbastanza netta al riguardo». E le ho mostrato l’avambraccio dove si legge la scritta, in gotico e oro: SOLO FREUD. Il Mago Sabbiolino, ho pensato, sta tornando a trovarmi.
Inherent vice | Al The Space
(Nel foyer) Andare al The Space è un’esperienza degradante. In bagno? Meglio che non ci entri, è troppo sporco. Anche da voi avevano cacato nei vespasiani? Ah no, voi non li avete. Ho l’ansia, ti sembra manchi l’aria? Mi sento malissimo, cosa faremo per i prossimi otto minuti? Stai calma, andiamo là, in quell’angolo. Non hai la sensazione che da un momento all’altro potrebbe tranquillamente fare irruzione un pazzo con un fucile mitragliatore e fare una strage? Del resto è già accaduto in posti in tutto e per tutto identici a questo.
Wrong cops | I nostri amici fighi fanno di noi amici fighi per qualcun altro
Se per caso tu che leggi dovessi avere un amico figo o un’amica figa (non continuerò a portare avanti il doppio binario di femminile e maschile, perché il concetto è chiaro), dunque se tu hai un amico figo un giorno ti parlerà senz’altro di questo film qui, Wrong cops. Forse ti dirà per farti capire: «Sai, è dello stesso regista del film dove il protagonista era una ruota».
Birdman | Odeon Bistrò
Prima, quando si guardavano i film doppiati, era tutto un: «I film doppiati? Non si possono vedere! È una cosa contro natura, senti che voce gli hanno messo, poi ti rendi conto l’assurdità, come se uno che abita in Colorado parlasse in italiano, ma che c’entra? E ancora più patetici quando vanno a inserire differenti dialetti italiani per restituire inglesi di differenti nazionalità e provenienze. Ci hanno fatto credere che in tutto il mondo parlassero l’italiano, in un certo senso è il sogno di Mussolini dell’impero, l’istituto Luce, che ancora vive. La verità è che c’è una lobby segreta dei doppiatori che ha in mano la nostra vita, controlla l’uscita dei film in questo nostro minuscolo paese alla deriva, questa è la verità, e in definitiva i doppiatori di film saranno anche bravi, e quelli italiani i migliori del mondo, come dicono, ma secondo me, quando stanno nei loro studi di registrazioni al buio e doppiano, lo sanno anche da soli che è tutto inutile, una battaglia persa, che non c’è futuro nel mondo del doppiaggio. E sono disperati». Ora, che invece guardiamo solo ed esclusivamente film sottotitolati, è tutto un: «Certo che i sottotitoli scritti in giallo non si potevano vedere. Che poi, a essere sinceri, questi sottotitoli li ho trovati lievemente imprecisi, non ti pare? La non corrispondenza tra il parlato originale e quello che ogni tanto -raramente- scorgevo sotto, quando ogni tanto buttavo un occhio sotto, ecco, mi creava un disagio. A te non creavano disagio quelle inesattezze?»
Hungry hearts | Tu non hai fame?
Il salumiere di via Romana termina di arrotare il coltello con estrema lentezza, benché ci siano già quattro o cinque clienti che attendono e rumoreggiano. Cosa farebbero questi, se solo al di là del banco ci fosse un impiegato delle poste e non un uomo con un coltello?
Barry Lyndon | Bombe allo Yab
Mentre contavo mentalmente quante volte nel film si ripeteva la parola “proper”, adeguato, corretto (sono tredici volte) mi rendevo conto con la chiarezza delle scoperte negative che i bassi che sentivo di sottofondo non erano parte del film. C’era stato un momento in cui io non lo sapevo se fossero rumori del film, se fosse una cosa voluta, ma poi dopo un po’ avevo cominciato a sperare che fossero del film. Bruttissimo segno. Invece era soltanto la discoteca del cazzo YAB, ubicata giusto a lato al mio cinema preferito numero due. Erano i bassi del cazzo della discoteca demmerda dello Yab, del loro lunedì sera discotecaro. Possibile, mi chiedevo, che ci fosse gente che facesse serata non dico di mercoledì, ma di lunedì? Gente che proprio mentre io sentivo suonare Schubert stava bevendo un gin tonic? Sì.
Nymphomaniac (Parte Uno) | Scandaloso veramente
Si sarebbe potuto intitolare Aerophagy, o Tympanites (meteorism) e sarebbe cambiato niente: la storia di una ragazza che soffre di accumulo di gas intestinale. Il riferimento culturale con cui si sarebbe aperto il film sarebbe stata la frase di Dante: Ed elli avea del cul fatto trombetta. Chiaramente in bianco su sfondo nero, dopo un minuto abbondante di buio assoluto e nessun suono. Perché adesso siamo nella mani di Lars. Brrr, sai che paura. Poi come dicevo quella scritta dantesca e il rumore prolungato di una pernacchia o quella che avremmo potuto scambiare per una pernacchia, ma che era ovviamente altro. Cha scandalo!
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