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In fuga dalla bocciofila

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1992 | Un haiku per Mulino Bianco

14 Aprile 2015 di simone lisi

Nelle tristi giornate di Pasqua, piovose, grigie, senza una donna e una famiglia alle spalle, ho guardato con il mio coinquilino Walter, perito agrario, la discussa serie televisiva italiana. Questi sono in ordine sparsi alcuni dei nostri commenti.

Le serie, non si dovrebbero guardare mai, nessuna serie.

Il messaggio comunicativo, se c’è, si esprime nelle prime tre opere di un artista. Poi la spinta si esaurisce.

La serie afferma che la vita continua, che il nulla si dispiega, che il brodo si allunga, che le cose non finiscono, che tutto ritorna. E’ una verità, ma non serve a niente.

Ciò che bisognava dire qui e non si dice è che oggi la cultura è in mano ai comunicatori, mentre prima era stata ad appannaggio di uomini di sinistra. Avevano le ideologie questi ultimi, mentre quelli di oggi hanno semplicemente dei cappelli.

La nostra è una generazione accorsiana, o vorrebbe esserlo. Il tipo di provincia che arriva a mettersi con Letizia Casta, e malgrado ciò continua a non aver fatto un film memorabile, ma diciamo semplicemente decente, rimane comunque un attore minore, una nullità, uno con la faccia simpatica.

Quando qualcuno ti parla di una serie è come se ti parlasse di sostanze. Hai provato la nuova serie della HBO? Le serie non sono mai sane. Il bilancio è sempre a sfavore, non si vince mai, Lynch lo sapeva e dopo la prima puntata si ruppe immediatamente i coglioni.

Non consiglieresti mai una serie a una persona a cui vuoi bene. Si perde tempo, non si ottiene nulla, la puntata successiva la vuoi vedere solo perché ormai hai visto la prima che si conclude bruscamente e vuoi sapere cosa succederà, ma non succede mai nulla, si prepara solo la scena finale della puntata, ecco che cosa si fa in queste serie.

Che poi un Dostoevskij scriveva roba lunghissima è una critica che non significa niente.

Beautiful afferma che siamo immortali, che la vita è eterna, afferma una verità naturale, l’anima mia è quella del mondo, ma non lo sa, non ha nemmeno un inconscio per intuirlo.

Il fatto che per errore abbiamo visto prima la puntata numero 2 e dopo la numero 1 ha reso possibile il fatto che siamo arrivati fino alla puntata 6, ma adesso basta. E’ veramente troppo.

Ti stai indurendo, stai diventando come uno di quegli anziani rancorosi. E pensare che parlavi di situazionismi, di guardare gli anziani che guardano i lavori stradali come un’esperienza religiosa. Diventi come loro, nei tuoi commenti, nel tuo risentimento. Anche nelle cose che scrivi. Guardarti su questo divano è per me un monito.

Una Porsche Carrera, con una ventina d’anni, la si trova a novemila diecimila euro. Ti immagini arrivare in ufficio in Porsche Carrera?

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Postato in: Recensioni Tag: 1992, Accorsi, Miriam Leone, simone lisi Fai un commento

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