Quando ero un ragazzino i pugni nei film emettevano quel suono alla Street Fighters II (punch, tunch, sprunch, uh-uh, crasch) soprattutto se Steven Seagal o Bruce Willis o Sylvester Stallone recitavano come attori protagonisti.
Macaulay Culkin | A pizza day
La vita, direi, è strana. Quantomeno. Nella tribù degli Huli, in Papua Nuova Guinea, il prestigio di un uomo è misurabile dalla sua capigliatura. I cosiddetti “uomini parrucca” si fanno crescere i capelli a dismisura e li acconciano con fiori e con piume d’uccello, uccelli del paradiso. Ogni atto della loro quotidianità è volto all’accrescimento della parrucca, grazie alla quale deterranno più o meno potere e scaleranno più o meno gradini della loro rigida gerarchia sociale. Il potere è esercitato principalmente sulle donne – ça va sans dire – infatti un solo uomo parrucca può impartire ordini a un numero piuttosto cospicuo di donne. Le donne non possono discutere con gli uomini, tanto più se questi hanno una grande parrucca. Esse devono cucinare, procreare e sorvegliare i maiali, mentre gli uomini parrucca cercano le piume più belle e infarciscono i loro rasta di unguenti e fanghiglie varie. Non troppo dissimile qua a Hollywood. In quanto a stranezza, intendo.
Moss Side Story | Altrimenti siete uno schifo del cazzo
Dovete ascoltarlo fino in fondo per capire di che razza di film si tratti. Perché l’unica persona che ha visto questo film è Barry Adamson e Barry Adamson l’ha musicato e così potrete ascoltare la colonna sonora, sì la colonna sonora di un film che non esiste. E mai esisterà.
Matrix | Dopo Matrix
I gemelli Wachowski si sono impossessati del concetto di deja-vu, dopo Matrix non è stato possibile dire più nulla sul concetto di deja-vu, penso a questo (proprio così) mentre la luce di Aprile trafigge da sinistra il freccia rossa e alla destra si aprono paesaggi del Rinascimento. E’ già successo, questo viaggio a Roma di un week-end, con Diana e la sua famiglia, gli alberghi, i ristoranti, il sole di Roma e la luce di Roma, sempre un treno che ci riporta a casa con i piedi che fanno male, un libro quasi finito nella notte e niente di possibile da dire, sui deja-vu.
Bokassa. Echi da un regno oscuro | Sono scimmie che fumano sigarette
Ho sempre amato quel pazzo teutonico di un Werner Herzog, soprattutto perché si è ripetutamente infilato in ambigui discorsi politici, in strane considerazioni storiche, in messaggi all’umanità che sono echi da un regno oscuro. Speriamo che Herzog non muoia mai, anche quando se ne esce con pellicole discutibili, inguardabili, noiose.
1992 | Un haiku per Mulino Bianco
Nelle tristi giornate di Pasqua, piovose, grigie, senza una donna e una famiglia alle spalle, ho guardato con il mio coinquilino Walter, perito agrario, la discussa serie televisiva italiana. Questi sono in ordine sparsi alcuni dei nostri commenti. Le serie, non si dovrebbero guardare mai, nessuna serie.
Bambi | Mia madre, mia madre, mia madre
Un film spaventoso Connie Hugh, un’infermiera americana di origini irlandesi, aveva sedici anni (16) quando partorì il bimbo di 4 chili e mezzo che aveva deciso di chiamare Quentin per alcune ragioni a lei oscure ma semplicemente associabili al fenomeno dell’assonanza – che decide tra l’altro il 95% dei nomi, con buona pace dei nonni. Il cognome del padre era infatti Tarantino e una pronuncia non distratta non manca di sottolineare questa musica: quen-tin-tar-an-tin.
Jodorowskj’s Dune | I progetti falliti che cambiano la storia del cinema
Federico Hallenbec qualche giorno fa mi ha consigliato di vedere questo documentario ed io lo ringrazio di tutto cuore, perché ho scoperto l’esistenza di un film che non è mai stato girato che però ha rivoluzionato la storia del cinema. Ma come, direte voi, non è mai stato girato e rappresenta una rivoluzione?
Una nuova amica | Magari avesse il cazzo
La mia nuova amica fica mi ha domandato: «Ma te che ne dici dell’amicizia tra uomo e donna?» E io ho pensato: No, ti prego non farlo. E le ho detto: «Mah senti, non so bene che risponderti, in altri tempi della mia vita, all’epoca dei miei tatuaggi giovanili, per farti un esempio, avevo una posizione abbastanza netta al riguardo». E le ho mostrato l’avambraccio dove si legge la scritta, in gotico e oro: SOLO FREUD. Il Mago Sabbiolino, ho pensato, sta tornando a trovarmi.
- << Precedente
- 1
- …
- 102
- 103
- 104
- 105
- 106
- …
- 111
- Prossima >>








