Nel momento in cui vidi le mazze da baseball calare sulle nostre teste, non pensai a quanto potessero far male, né quali ossa ci avrebbero rotto. Pensai invece quanto fosse facile fraintendersi, e come basti poco per pagare questi, chiamiamoli, errori.
Paprika – Sognando un sogno | Lucido
È difficile trattenere la memoria onirica, bisogna afferrarla in quel breve istante che precede la veglia, quando il ricordo sfugge da ogni poro, lasciando un generalizzato formicolio sottocutaneo e un fotogramma da cui ripartire. Il mio è un braccio metallico, e tanto basta per seguire a ritroso, come sotto ipnosi o interrogatorio, ogni movimento del sogno, per provare a prenderne possesso prima che sfumi in una inquietudine che via via si dirada come nebbia col giorno che avanza.
Climax | Una rana
Scavallo una duna e scendo verso il mare. Il sole precipita all’orizzonte e i colori bruciano gli occhi. Sulla battigia aspetto l’onda, e una rana si posa sul mio piede. Una rana, al mare.
Tenet | Un dialogo sull’entropia relazionale
«Una relazione è come un sistema naturale, tende sempre a raggiungere un equilibrio perfetto». «Spiegati meglio». «Ricordi la grotta che abbiamo visitato la scorsa estate?»
Following | Come un’anguilla
Sul divano, distratto dalla TV sintonizzata sul solito canale che trasmette il solito salotto d’opinione dove i soliti ospiti si intrattengono con i soliti argomenti, leggo La morte del padre, il primo volume dell’enciclopedico ciclo di romanzi in cui lo scrittore norvegese Karl Ove Knausgård – un Proust trovato sotto un fiordo, qualcuno ha detto; un mitomane che ci prende tutti per il culo, qualcun altro ha aggiunto –, ha raccontato la sua vita, tirando dentro famiglia, amici e conoscenti.
Tales From The Loop | Elogio della noia
Qualche sera fa, il presentatore di una trasmissione televisiva ha chiesto di immaginare il virus come un esercito di cecchini appostati sui tetti dei palazzi, in attesa di noi, incauti e disgraziati cittadini che escono di casa, facili bersagli da impallinare e mandare in ospedale, dove medici e infermieri, come immersi in una fangosa trincea, lottano per arginare l’avanzata nemica.
Formula 1: Drive to Survive | Don’t try this at home
Scena 1: interno, box. Diciamo la verità: tutti sanno guidare, in pochi sanno andare in pista. Lì, per sopravvivere, devi bilanciare calcolo e istinto. Tra sopravvivere o soccombere, è questione di centesimi di secondo.
JoJo Rabbit | La dimensione politica della faccia
L’illetterato del futuro è chi non sa fotografare, sosteneva László Moholy-Nagy, artista ungherese. Era il 1930 e per noi, che andiamo in giro con la macchina fotografica in tasca come pistole nelle fondine dei cowboy, quelle parole suonano come una profezia.
Sorry We Missed You | Sindrome dell’impostore
Ero infelice. Sentivo addosso il peso delle disgrazie altrui. Non era eccesso di empatia o altruismo, ma quella che il mio analista avrebbe definito sindrome dell’impostore.








