Lo accusavano di avere il sangue addormentato. Era un modo creativo per dirgli di essere mandrone, cioè uno che ha poca voglia di fare, perché passava le giornate dal letto al divano, dal divano alla tavola, e poi di nuovo al divano, prima di tornare a letto.
Doctor Strange nel multiverso della follia | Let’s get… cosa?
Se dieci anni fa avessi avuto la Gemma del Tempo, oggi chissà da quale angolo di mondo starei scrivendo. Degli oltre 14 milioni di futuri possibili che mi aspettavano, avrei visto quello in cui davo credito a chi mi proponeva di investire poche centinaia di euro in Bitcoin, e da lì forse sarebbe stata una storia diversa.
The Endless | Il villaggio delle mucche viola
Si racconta di un allevatore che viveva in un remoto villaggio di montagna, dove conduceva una vita frugale ma dignitosa. Mangiava tre volte al giorno. Mandava i figli a scuola. Non aveva debiti. Un giorno, nei pressi del suo pascolo, si avvicinò un’auto da cui scese una famiglia di città per mostrare ai bambini le mucche. L’allevatore li fece avvicinare, e regalò loro latte e formaggio. La famiglia, estasiata, ringraziò, e l’anno dopo tornò insieme a un’altra famiglia.
The Prisoner | Taumaturgia narrativa
Ho sognato che per natale mia madre addobbava l’albero con delle palle a forma di virus. Nel presepe, i Re Magi avevano le sembianze di tre noti virologi, e il villaggio attorno alla stalla era deserto. «Che fine hanno fatto tutti?» le ho chiesto. «Sono in quarantena», mi ha risposto, dal divano del salotto, col viso puntato verso la TV.
Rebuild of Evangelion | La cospirazione contro Hideaki Anno
Osservato dalla cabina di pilotaggio di una sofisticatissima arma di distruzione di massa, il mondo appare da una prospettiva diversa. La plancia, inserita nel midollo spinale di un robot umanoide multifunzione alto quanto un grattacielo, ci permette di interagire col mondo dalla prospettiva di un dio.
Nomadland | Diventare grandi
Era il 1998, avevo 18 anni e il mio primo, regolare, lavoro: contratto, busta paga, stipendio. Facevo il lavapiatti nella cucina di un villaggio vacanze capace di ospitare, a pieno regime, oltre 1000 persone. Non avevo di che lamentarmi. Era il 1998, lavoravo come addetto alla preparazione di frutta e insalata nel ristorante di un campeggio. Si lavorava 15 ore al giorno ma ne pagavano 6. L’alloggio del personale era composto da delle roulotte dismesse. Dall’esterno aveva l’aria di un accampamento rom abusivo. Erano i sobborghi del campeggio, le banlieue, un luogo che i turisti si guardavano bene dall’avvicinare, scansandolo come una cacca di cane sul marciapiede.
Il giorno sbagliato | Non ti odiano. Ti ignorano
Se questa mattina avete imboccato Viale della Santa Pazienza, vi sarete chiesti come un’auto sia riuscita a infilarsi nella vetrina del barettino all’angolo, lasciando dietro sé detriti e panico. È una giusta domanda. Tanto per iniziare, la macchina è mia ma no, non ero né sbronzo né distratto. Ho sfondato di proposito il locale. Ero entrato lì con gentilezza, e una richiesta semplice. Ma andiamo per ordine.
The Hater | Quel che mi piace è bruciare le cose
Da un compito in classe con titolo: “Che cosa è davvero importante”, la professoressa si aspettava un duplice risultato: uno didattico, valutare le capacità di scrittura degli alunni; uno psicologico, comprendere meglio i suoi allievi. Capire cioè, sulla base di cosa per loro fosse davvero importante, l’ambiente familiare e culturale in cui crescevano, e la visione che avevano di quel mondo che, ai suoi occhi, appariva sempre più complesso e, a tratti, spaventoso.
Salto nel buio VS Essere John Malkovich | Mash-Up
Da bambino ero terrorizzato dall’idea di essere spiato. Niente paranoie da psicopolizia o servizi segreti, semplicemente immaginavo amici, parenti e conoscenti vari, trovarsi all’interno di un microscopico centro operativo posto dentro la mia testa, simile a quello più recentemente visto nel film Pixar Inside Out, per intendersi, anche se il mio inconscio aveva tratto ispirazione dalla nano-navicella di Salto nel buio, una pellicola del 1987 firmata da Joe Dante e prodotta da Steven Spielberg, la quale, dietro una trama pop-fantascientifica, sembrava nascondere un lato oscuro.
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