di Chiara Bonsanti “Sai babbo l’altro giorno con Giovanni siamo andati a vedere un film di Kiarostami, il regista iraniano. Il film si intitola 24 Frames, è l’ultimo che ha fatto. In sostanza con questo film vuole andare ad indagare che cosa succede l’attimo prima e l’attimo subito dopo che si è scattata una fotografia”. La spaccio come se fosse una mia analisi del film, ma è quello che c’è scritto sul libricino del festival.
The place | Il bar sotto casa
di M.R. Stamattina sono uscito presto di casa. Avevo un appuntamento all’ora di pranzo e un articolo da consegnare. Non avevo però nessuna voglia di stare chiuso in camera o in salotto. Odio scrivere a casa perché non riesco a concentrarmi e mi innervosisco subito. Non riesco a stare tranquillo, danneggio me stesso e gli altri che mi circondano, come il fumo. La distrazione è un vizio e per smettere non basta la forza di volontà (comunque scarsa): ci vuole un’imposizione esterna. Per questo vado sempre in biblioteca, quando posso. Oggi però è domenica e la biblioteca era chiusa, così sono andato al bar.
Bosch – Il giardino dei sogni | Bosch on the beach
di Chiara Bonsanti È stato durante una sera di novembre, di quelle afose. Sono andata al cinema e mi sono resa conto che è come andare al mare.
Il film più bello della storia del cinema #3 Lo shazam delle espressioni (Tunnel)
di Pierluca D’antuono
Human Flow | Pànta rèi kài kinèitai kài oudèn mènei
di Chiara Bonsanti Esiste una corrente che non ha un capo e non ha una coda.
Il film più bello della storia del cinema #2 | Gerry è pazzo (posso chiamarti Ago?)
di Pierluca D’Antuono Cara Agostina,
La principessa e l’aquila | Desiderio con le ali
di Matthew Licht Mio padre disse che mi portava a rubare poianotti dai loro nidi sulle falesie di Vallombrosa, ma era solo un pretesto per rovinarmi l’adolescenza. Mio zio doveva portarmi a partecipare alla gara di bellezza Miss Compiobbi, ma mi vendette a un circo Rom.
Prima dell’Apocalisse (Gli Esclusi) | Un racconto che parla di tute in acetato, drogati e Gesù
di Alice Diacono #3 Sadrac, Mesac e Abdènego Erano due ragazzi e una ragazza, non avevano la barba, nonostante il caldo portavano pantaloni di tuta in acetato e maglietta, uno di loro aveva un cappellino con la visiera, avevano i denti marroni, ormai potevo vedergli la faccia. “E’ finita! – mi ripetevo – è finita, sto per morire.”
Prima dell’Apocalisse (Gli Esclusi) | Un racconto che parla di tute in acetato, drogati e Gesù
di Alice Diacono #2 L’Ex Vetreria Un pomeriggio era estate, potevo avere tra i sei e i sette anni, faceva molto caldo. All’epoca ero una bambina magrissima, scura e coi capelli corti, che non voleva essere una femmina e deprecava ogni atteggiamento frivolo, cosa che come si può ben immaginare mi rendeva popolarissima tra i coetanei del quartiere. Quel giorno mia madre non aveva una banconota inferiore alle cinquemila lire, ma mi mandò lo stesso in latteria raccomandandomi, come sempre, di non parlare con gli sconosciuti, di non fermarmi davanti all’Ex Vetreria e di non usare il resto per comprarmi le sigarette chewingum di Asterix e Obelix.
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