di Sergio Oricci A Venezia durante l’ultima Biennale di arte contemporanea, in un evento collaterale alla fondazione Cini vengono esposte le opere “L’apparizione” di Christian Lemmerz e “What is your name?” di Paul McCarthy. Entrambe fruibili attraverso un visore per la realtà virtuale. Nella prima, un Cristo fatto di luce si consuma facendo piovere sullo spettatore gocce di sé, come tante stelle che bruciano lasciandosi dietro una scia. Nell’altra, figure femminili si parlano una sull’altra e finiscono per fluttuare nello spazio in modo caotico, costringendo chi guarda a cercare di schivarle o a farsi attraversare.
50 primavere | La vita va avanti
di M.R. Ero in sala con la mia ragazza e ad un certo punto sullo schermo la figlia ha annunciato alla madre di essere incinta e io ho rabbrividito insieme a lei. “Non devi mica farti venire l’ansia anche tu”, mi ha detto allora la mia ragazza, ma io non mi sono calmato subito. Sarà che la madre ne aveva due di figlie, una sulla trentina e una adolescente, e io le confondevo sempre, sarà che quello era un po’ un colpo di scena, sarà che sono sensibile all’argomento, ma mi sono inquietato.
La camera azzurra | Se la vita fosse facile come nei film francesi
di Chiara Bonsanti Nota dell’autore. Premetto che questo doveva essere un pezzo sul film-tv su De André che sono andata a vedere al cinema in modo da godermi Marinelli formato XL. Poi nel pezzo non avrei parlato di Marinelli che comunque è un grande attore. Cioè, Marinelli non è solo bellissimo, Marinelli sa pure recitare capito. Si vede che Marinelli ha studiato tipo dizione. Però giuro, non avrei parlato di lui. Voleva essere un pezzo che ripercorreva il ruolo della sigaretta nel cinema. Si fuma molto meno nei film di oggi rispetto a un tempo. Ma non nel film su De André. Quindi l’idea di smettere di fumare? É andata in fumo, quando sono uscita dal cinema dopo tre ore e mezzo di film e l’ansia che non incontrerò mai Marinelli, e che comunque anche se lo incontrassi non saprei che dirgli, e che comunque anche se sapessi che dirgli lui non mi considererebbe. Magari lo incontrerei all’uscita del cinema, dopo il film su De André, gli chiederei se ha da accendere, e magari lui a quel punto mi chiederebbe una sigaretta asserendo che “Dopo questo film ho dovuto riniziare”.
Il Bi e il Ba | Sterili tentativi di miglioramento umano attraverso l’utilizzo della specchiata onestà in ambito cinematografico
di Gabriele Merlini «Posto che il cinema sia finzione e la finzione il bello del cinema, fingere di amare il cinema dovrebbe essere la sublimazione di tutto. No?» Silenzio.
Tre manifesti a Ebbing, Missouri | Cicatrici invisibili
di Andrea Caciagli Al Tibur, il cinema all’angolo della piazzetta di San Lorenzo a Roma, danno Tre manifesti a Ebbing, Missouri di Martin McDonagh. Vado a vederlo senza aver visto il trailer, soltanto i manifesti. Così, per coerenza.
Chiamami col tuo nome | Chiamami come ti pare
di Francesco Quatraro Mi sono separato. Separarsi è, fra le altre cose, contrarsi. Tutto il tempo speso prima a mantenere una relazione, tanto o poco, tende a prendere una forma sabbiosa, e per quanto si tenti di valutare con lucidità quel che accade, ogni risultato è vano.
The Greatest Showman | L’amore ai tempi della grande distribuzione
di Daniele Pasquini Avevo preso un giorno di ferie per prolungare lo svacco di Santo Stefano, ma la mattina alle nove ero in coda al Punto Enel ad aprire la pratica per una nuova fornitura energetica. Uscito da lì, con Ilaria siamo andati alla Coop a fare la spesa. Ho osservato molto i panettoni in offerta dopo Natale: ma avevo già la dispensa piena e lei deve mangiare senza glutine. Tornati a casa Ilaria ha preparato il riso alla cantonese mentre io mandavo mail per provare a chiudere i lavori di ristrutturazione. È difficilissimo costruire una casa, più complicato di costruire una bella storia d’amore.
Fino all’ultimo haiku
Dopo infinite tribolazioni e più di un anno di gestazione In fuga dalla bocciofila è felice di salutare insieme a voi la nascita del suo primo libro, un volumetto piccolo e bellissimo dal titolo “Fino all’ultimo haiku”.
Il tocco della medusa | Nessuna traccia di L
di Pierluca Dantuono In un appartamento di Via Pescara numero 29, non necessariamente ristrutturato ma di classe energetica C, è morto uno scrittore che non hai mai sentito nominare.
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