di Viola V. Giacalone Chiunque lo ami, sa che Wes Anderson, un signore alto che indossa completi di velluto a costine e fa film nichilisti e stilosi, ha casa a Parigi. I giornali dicono che l’abbia presa a Montparnasse, nel quartiere dei grandi multisala e dei vecchi teatri, ma noi altri non ci crediamo.
Bonding | Non so più che pesci prendere
di Chiara Bonsanti Dove eravamo rimasti. Eravamo rimasti a Sex Education, una serie post-teen che aveva smosso le coscienze ad addentrarsi in un’analisi spietata su quanto fossero eccessivamente bigotte le serie teen anni 80’-90’ basate su stereotipi (ancora tremendamente attuali) costruiti su di un’impalcatura solida fatta di fondamentalismo cattolico per cui se facevi sesso (‘lo facevi’) prima del matrimonio l’ira diddio feroce si scagliava su di te facendoti venire un tumore. E alla fine lei muore.
Senza lasciare traccia | La punizione
Di Alice Diacono
Quell’inverno la situazione degenerò improvvisamente.
Un bambino di otto anni, in Veneto, rubò delle caramelle all’Esselunga e fu beccato dalla sicurezza.
In passato si sarebbe lasciata passare come una marachella qualsiasi, ma negli ultimi tempi in Italia l’atmosfera era diventata così tossica e sospettosa che la stessa madre andò a denunciarlo alla stazione di polizia locale.
Il trionfo del giustizialismo si ebbe quando, molto presto, la notizia arrivò sui social accompagnata dalla fotografia del bambino con il volto censurato dai pixel, scatenando un feroce dibattito pubblico che sfociò nella scelta del governo, invocata a furor di popolo, di una pena esemplare.
Venti sculacciate sarebbero state inflitte al ladruncolo in un palasport della Capitale, con tanto di palco e diretta televisiva in prima serata su tutti i maggiori canali nazionali.
Cinemini | Intro
di Viola V. Giacalone Quando ti trasferisci a Parigi e ancora non sei nessuno, non conosci nessuno e, per dirlo alla francese, non hai un cazzo da fare, l’unica cosa sensata è vagare per interminabili ore lungo i Boulevards affollati (Neew yoooork Herald Tribuuunee), prendere metro a caso e ogni tanto sedersi a un café qualunque per riposare le gambe.
Il primo Re | Il potere è una brutta bestia
di M. R. Ho iniziato a studiare latino in prima liceo, e la cosa mi esaltava tantissimo. Con i miei compagni passavamo le pause a scrivere alla lavagna frasi in quella nuova lingua. Nulla di elaborato ovviamente, il nostro lessico non era ricco e la sintassi stentata. Si trattava più che altro di offese a qualche compagno, le stesse gridate anche a voce, che però in quella lingua ci sembravano più incisive, efficaci, solenni.
La casa di Jack | Il più grande artista del mondo dopo Max Fontana (e Adolf Hitler)
di Sergio Oricci Max Fontana e Mr. Sophistication affermano che Adolf Hitler sia stato il più grande artista del mondo.
Into the Spider-Verse | Da grandi poteri derivano grandi discussioni
di M.R. – Ti è piaciuto? – Sì, un sacco, e a te? – Sì, un sacco anche a me. Poi se ci pensi, dopo dieci anni di film Marvel…
SEX EDUCATION | SI DICE PRENDERLO O PIGLIARLO?
di Chiara Bonsanti C’è stato un periodo della storia ipercontemporanea dell’universo dello show, inteso come cinema o serie tv, durante il quale la questione dello scopare veniva demonizzata a suon di tentativi subliminali. Così, tutto ciò che rappresentava lo scopare o aveva a che fare con lo scopare o andava a toccare collateralmente anche solo l’idea ancestrale di scopare, era restituito al pubblico come un qualcosa di negativo, oscuro, triste, che scivolava rapidamente verso il suo inevitabile ricongiungimento con la morte.
Lo sguardo di Orson Welles | La tragedia di un uomo enorme
di Matthew Licht Prima che ci fosse Julian Schnabel, c’era Orson Welles. Il regista ancora in vita sussurrò all’artista ancora ragazzo: sei grosso? Allora fai le cose in grande. Ma non contrastare il potere. Non sarai mai grande abbastanza, e poi non ne vale la pena.
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