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In fuga dalla bocciofila

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SEX EDUCATION | SI DICE PRENDERLO O PIGLIARLO?

29 Gennaio 2019 di Redazione

di Lavinia Ferrone

C’è stato un periodo della storia ipercontemporanea dell’universo dello show, inteso come cinema o serie tv, durante il quale la questione dello scopare veniva demonizzata a suon di tentativi subliminali. Così, tutto ciò che rappresentava lo scopare o aveva a che fare con lo scopare o andava a toccare collateralmente anche solo l’idea ancestrale di scopare, era restituito al pubblico come un qualcosa di negativo, oscuro, triste, che scivolava rapidamente verso il suo inevitabile ricongiungimento con la morte.

I personaggi delle serie televisive cosiddette teen, da che se ne abbia memoria, sono sempre molto ben caratterizzati, nel senso di suddivisi per carattere, da Happy days a Beverly Hiils, Seven Heaven, Dawson’s Creek, The O.C. (io dopo The O.C. ho smesso). Quando un personaggio è sessualmente emancipato, ha sempre qualcosa che non va, che sia la famiglia, il passato oscuro, è un idiota, è scapestrato. Chi scopa o ha scopato o è lì lì per scopare, è descritto come uno che ‘fuma le sigarette’, ‘beve alcohol’, ‘non tiene in ordine la sua stanza e accumula i cartoni di pizza sotto al letto’, insomma, un tremendo. Oppure, peggio ancora, se uno dei protagonisti ha scopato, viene fuori, o presto o tardi, che è figlio di genitori che ‘scopano, li ho visti dalla finestra’ e allora giù coi colloqui tra preside e genitori:

– Signori tutto il vicinato vi ha sentito chiavare l’altra notte, vi consiglio di darvi una calmata se non volete che inizi a scopare anche vostro figlio, domanda: praticate anche scambio di coppia comunque?

Fino a che, col passare delle stagioni della serie, questo personaggio, di solito una ragazza che fa forca per andare a comprarsi il lucida labbra alla pesca, si ammalerà di qualcosa e morirà rendendosi conto oramai troppo tardi che avrebbe dovuto fare come la sua amica che ha sempre coperto le sue malefatte facendogli copiare i compiti. Insomma, era meglio se chiudeva l’arcata femorale. Solamente quelli buoni, quelli che si rivolgono al sesso con un occhio aperto e uno chiuso e parlano di ‘farlo’, sopravvivono. È così, ce l’hanno insegnato, è una selezione naturale il cui schema è molto semplice: cattivo, scopa, gli trovano i preservativi nel cassetto dei calzini, quindi scopa non a scopo riproduttivo, il cattivo muore tra innumerevoli sofferenze da chemio senza lasciare al mondo alcuna prole. Buono, no scopare, no preservativi, viene preso in ottimo college, il buono salverà la specie, scoperà senza profilattico quando sarà il momento, quando avrà trovato l’anima gemella: la vicina di casa con cui sono cresciuti insieme e di cui si sa che lavoro fanno i genitori, la incinterà perché no preservativo, per poi ritrovarsi ad indossare camice a maniche corte celestine e fare tardi a lavoro, è così che deve girare il mondo.

Ai tempi, ancora, bastava usare la televisione per instillare la paura verso qualcosa e farti in qualche modo dubitare di te stesso, pensare che c’è qualcosa che stai facendo o che vorresti fare, che è sbagliato, per chi? Per mamma, che è un po’ come Dio: non si sa mai da dove venga né si sa con certezza quale sia il suo passato, si sa solo che non lavora ed è sempre in cucina.

Adesso (2019) lo sappiamo, tutti scopano, sta scritto su tutti i social e sui social delle serie che se ne servono per diventare così altamente post-veritiere. Siamo passati dalla visione dei preservativi come sinonimo di very bad alla liberalizzazione di conversazioni madre figlio come:

– Ma che taglia ti servono i profilattici? Tu pa’ usava l’XL.

La differenza è sostanziale. Qui si dà per assodato che tutti a 16 anni abbiano trombato, dalla vagina all’ano passando dalla bocca, donne, omini (pure l’omini?) tutti l’hanno preso in ogni qual dove e chi ancora non l’ha preso è descritto come uno/a psychosociopatico/a archetipizzato nerd-cui-piacciono-i-fumetti e che comunque brama tantissimo la nerba tanto da disegnarla compulsivamente come se il mattino avesse l’oro in bocca. La questione qui è risolvere i problemi relazionali della vita di coppia, non cercare l’altro membro della coppia, non è risolvere il ‘se’ prenderlo ma il ‘come’ prenderlo. Questo certo lascia molto più spazio alla parte gossippara rendendo tutto assai più frizzantino.

Si respira un’aria leggera di quelle portate da un Vento di Cambiamento. E allora mi viene da dire che forse poi si sa come vanno a finire queste cose.

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Postato in: Sono figo solo io Tag: 2019, gilian anderson, lavinia ferrone, netflix, sex education, XL Fai un commento

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