di Selene Mattei Ammessa l’ipotesi del quarto d’ora accademico di scarto per concesso ritardo, l’esame iniziava alle 10.45 e Luca era in ritardo di un quarto d’ora sul quarto d’ora accademico. Camminava come un penitente mortificato da una confessione mostruosa, o uno sventurato conscio delle sue proprie disgrazie, ma la postura ricurva era dovuta ad un piccolo zaino con penna, libretto e riassunti che premurosamente nascondeva sotto la giacca dal temporale.
Midnight Mass | Non mi perdoni, Padre
Di Laura Scaramozzino
I 10 film del 2021, scelti dalla Bocciofila
La storia di una caccia al leone è molto diversa a seconda di chi la racconta: il cacciatore o il leone. Così, allo stesso modo, molto diverse sarebbero le classifiche di fine anno della bocciofila se a raccontarle fossero i bocciofili ora rinchiusi nelle segrete del Palazzo del Cinema della Bocciofila, luogo allegro e sereno per gran parte dell’anno, in cui regnano l’amicizia e la condivisione quasi sempre: ma non quando è ora di Classifica.
Narcos Messico 3 | Il nome del padre: Lalo Cura
Di Alfredo Zucchi
Gangs of New York | Gangs of Bocciodromo
di Luca Giommoni Legione Carabinieri Lazio Stazione di Cinecittà OGGETTO: Verbale di contestazione di violazione delle disposizioni in materia di proprietà privata, di cui all’art. 614 del C.P.
Vanilla Sky | Sognare di cadere
di Filippo Cerri
The Walk | È solo un gioco
Mina ha deciso di farlo, vuole essere coraggiosa. Non si tratta di una scelta logica, ma istintiva. Necessità, dovere e dogma: attraverserà lo spazio su quel filo sottilissimo per arrivare dall’altra parte.
Made in Hong Kong | Visione triste
Ci stacchiamo e piombiamo di schiena sul materasso, ansimanti e bagnati, uno accanto all’altra. Sto ancora vibrando per l’orgasmo, il calore dall’inguine si è diffuso in tutto il corpo, un’unica brace che fra poco si spegnerà.
Lei si accende una siga e me ne passa un’altra. Piegandomi, avvicino la punta alla sua scintilla, i nostri fiati si ritrovano attraverso le ceneri e allontanano il freddo ancora per qualche minuto. Stiamo lì distesi, il fumo sale lento a dipingere il soffitto, lo inseguo con gli occhi.
«Cosa faresti se morissi?» mi chiede.
Il cielo sopra Berlino | Doppelgänger
Nel luglio del 2018, quando il caldo estivo cominciò ad annebbiare e offuscare l’aria in cui il pensiero dovrebbe muoversi liberamente, decisi che era giunto il momento di tornare a Berlino, con la speranza di sfuggire a una indeterminata sensazione di vuoto, intrecciata ad una altrettanto vaga percezione di stare perdendo la chiarezza del ragionamento, potenziali derive, queste, che stavano prendendo il largo dentro di me, e dovute, pensai, alla conclusione di un periodo durante il quale mi era parso di intravedere la possibilità di uno sviluppo positivo di una questione che aveva un che di propizio e che mi stava molto a cuore, da molti anni.
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