Il 15 dicembre 1966 Walt Elias Disney, noto ai più semplicemente come Walt Disney, muore a Burbank, California, per un collasso cardiocircolatorio causato da un tumore al polmone sinistro che gli era stato diagnosticato in autunno. Si racconta che, ormai vicino alla fine, si appuntò due ultime parole: Kurt Russell. All’epoca Kurt non era altro che un quindicenne con un taglio di capelli alla Ron Howard in Happy Days fresco di contratto con – giustappunto – la Disney, ma nessuno ha mai capito perché si fosse guadagnato gli ultimi pensieri di Walt – incluso lui stesso.
American Sniper | Una lettera d’amore
Caro Mr. Eastwood – posso dire caro Clint? Lo dico – caro Clint, questa è una lettera d’amore – lo è davvero – e solo per questo mi permetto di usare il nome proprio, un nome che – ci tengo tu sappia – ho sempre maneggiato con estrema cautela. Clint. Quanti Clint esistono all’anagrafe lì da voi? Ammetto di non aver fatto grandi ricerche, ma sono pronta a scommettere che non sono poi molti. Un nome che ricorda un suono metallico – un bossolo di proiettile, una chiave, un meccanismo che scatta. “Clint!” Quasi una formula magica.
L’addetto stampa | Recensioni di film che non abbiamo visto e che con buona probabilità non vedremo mai
Exodus: Dei e Re | Ovvero: l’annoso complesso del fratello minore Christian Bale alias Mosè, sconvolto dalla notizia di essere stato adottato e intuendo finalmente perché il fratello Ramses aveva l’armatura d’oro mentre lui si beccava solo ferraglia e tagli di capelli alla Silvio Pellico in fase Spielberg, decide di vendicarsi chiamando quelli della 20th Century Fox per distruggere l’Egitto a furia di cavallette, scarafaggi, coccodrilli giganti e maremoti. Alla domanda “Scusa Christian, ma non starai un pochino esagerando?” la risposta è “Guarda, non posso farci niente, me l’ha detto dio”. Che stile, io mia sorella al massimo la picchiavo.
Xavier Dolan | To be or not to be (safe)
Ho letto da qualche parte che il mese scorso la Cineteca di Bologna ha dedicato una retrospettiva a Xavier Dolan. Xavier Dolan, per chi non lo sapesse, è un regista canadese che recentemente sta facendo innamorare un po’ tutti, complice il fatto di essere (molto) giovane, (molto) bello e soprattutto (molto) bravo.
Mommy | Almeno lo hai fatto per te
Lui inizia a correre, l’inquadratura si allarga e parte Lana Del Rey. Titoli di coda. Per cinque minuti buoni rimango in una specie di comunione molecolare con la poltrona, come se di colpo la gravità all’interno della sala fosse aumentata e il mio corpo, schiacciato da un peso che non è abituato a sostenere, non potesse fare altro che rimanere immobile dove si trova. Non so bene se fare qualche commento pertinente, piangere o mettermi a urlare. Nell’indecisione leggo con attenzione tutti i credits che posso, fino ai cuochi di set (tre, forse quattro cinesi, il resto francesi/canadesi). Quando arrivano le specifiche della colonna sonora la gravità inizia a normalizzarsi.
Frank | Una sinfonia per spazzolino e bicchieri
Gentile Proprietario di una Casa Discografica Molto Importante, è con la presente che vorrei informarLa dei rimarcabili risultati del periodo di isolamento creativo a cui la nostra band si è sottoposta presso un solitario ed evocativo cottage di montagna situato in una qualche regione del Canada che non sto qui adesso a dirLe – non perché non abbia stima delle sue certamente ottime conoscenze geografiche, ma perché in tutta onestà non lo so bene nemmeno io (in realtà nessuno qui ha ancora capito come sia andata la storia dell’organizzazione del viaggio, ma le interessa davvero?). Comunque.
Si alza il vento | L’insostenibile insostenibile dell’insostenibile
Ti lancerò un aereoplanino, amore. Un aereoplanino di carta leggerissimo che volerà fino a te che stai al balcone, lassù, ed io quaggiù a guardarti da lontano. Ti lancerò un aereoplanino di carta piegato ad arte, amore, come gli aeroplani veri. E tu, che anche se sei malata sei uscita dal letto solo per me, lo prenderai e me lo lancerai indietro. Ed io inciamperò per prenderlo, e farò finta di cadere per farti ridere. E tu ti sporgerai dal parapetto, e fingerai di scivolare per farmi preoccupare. E faremo tutto questo, amore, per un tempo così assurdamente infinito da costringere qualsiasi sventurato spettatore ad accarezzare seriamente l’idea del suicidio.
Saving Mr.Banks | La sindrome del personaggio secondario
Avete presente quell’impressione, quando guardate un film Disney, di trovarvi inequivocabilmente davanti a un film Disney? Ecco, Saving Mr.Banks è proprio così.
The Dark Knight | Il mondo non è (mai) abbastanza
E poi c’è questa scena incredibile, con lui in moto e l’altro – il cattivo, quello che poi mentre giravano il film è morto, uno pazzesco! – su un camion, un tir! Uno di quelli col rimorchio, un rimorchio tipo – gigante – e vanno sparati uno contro l’altro e tu pensi “Oh cazzo, adesso si schiantano” ma invece Batman a un certo punto sterza e inizia a sparare dei cavi e non si capisce bene perché e anche coso – Joker! – fa una faccia tipo “Boh!” e poi all’improvviso vedi i lampioni che si piegano e capisci e di botto il cattivo fa “Uh oh!” e quell’affare enorme si ribalta, cioè, il rimorchio si alza proprio tutto in aria e poi si schianta a terra, si schianta DI BRUTTO!
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