Ti lancerò un aereoplanino, amore. Un aereoplanino di carta leggerissimo che volerà fino a te che stai al balcone, lassù, ed io quaggiù a guardarti da lontano. Ti lancerò un aereoplanino di carta piegato ad arte, amore, come gli aeroplani veri. E tu, che anche se sei malata sei uscita dal letto solo per me, lo prenderai e me lo lancerai indietro. Ed io inciamperò per prenderlo, e farò finta di cadere per farti ridere. E tu ti sporgerai dal parapetto, e fingerai di scivolare per farmi preoccupare. E faremo tutto questo, amore, per un tempo così assurdamente infinito da costringere qualsiasi sventurato spettatore ad accarezzare seriamente l’idea del suicidio.
Non smetterò di inseguire il mio sogno, amore. Il sogno di progettare un aereo perfetto, un aereo vero, che attraversi i cieli tranquilli del nostro paese. Non smetterò di studiare, disegnare, tentare, fallire, tentare ancora. Perché sono un artista, amore, e gli artisti vivono di sogni e per i sogni, e il mio sogno è il volo, il cielo, Icaro. Non smetterò, amore, perché ho cominciato da piccolo, e da quel momento questa è stata la luce che ha guidato tutta la mia vita. L’aereo dei sogni. Lo progettavo sui miei quaderni di bambino, lo progettavo all’università, lo progettavo nel mio studio di ingegnere, lo progettavo durante i miei viaggi. E continuerò a progettarlo, amore, in un modo così fastidiosamente megalomane e stupidamente totalizzante da far desiderare a qualsiasi mansueto spettatore di saltare dentro lo schermo e prendermi a schiaffi tanto forte da farmi cadere tutti i denti.
Continuerò a guardare il mondo senza alcuna espressione, amore. Continuerò a pronunciare frasi al massimo bisillabiche, a non concedere mai – nemmeno per sbaglio – un dialogo che possa anche solo sembrare sensato, a compiere atti completamente inspiegabili anche volendo andare a scomodare tutti i santi del relativismo culturale. Perché sono un sognatore, amore. Perché sono un artista. E mentre mezzo secolo di storia del Giappone riassunta a casaccio farà da sfondo ai movimenti del mio animo delicato e imperscrutabile, mentre una serie di personaggi inutili cercherà di riempire lo spazio vuoto intorno alla mia irritante presenza, mentre cercherò di sollevare in aria aerei 100% truciolato che manco all’Ikea – ecco, allora si alzerà il vento, amore, una brezza improvvisa, un ululato che spazza la pianura. Un soffio, amore, che alle mie orecchie ricorderà tanto il rantolo disperato di uno spettatore sbavante che invoca – vi prego – pietà.

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