Quella pallottola, da quanto tempo è in orbita? (“Mi hanno sparato e sono morto”, Michele Mari)
Sound of Metal | Membrane
Furono due fischi simili, e ai fischi fece seguito la paura, l’ovattamento, il dolore. Poi fece seguito il silenzio, e il suono dei pensieri prese il sopravvento. Allora pensai che il linguaggio servisse all’uomo per comunicare non solo con gli altri, ma anche con se stesso: per ascoltarsi pensare.
Poeti dall’inferno | 3 persone che vivono con la scrittura
Ho conosciuto molte e diversificate persone che grazie alla scrittura riuscivano a ricavarne uno stipendio che gli permettesse di fare la spesa una volta alla settimana e all’occorrenza godersi una serata fuori con gli amici. Alcuni di questi scrittori erano esseri solitari e vagamente scorbutici. Altri erano narcisisti esasperati. Altri ancora gentili, altruisti, umili. Da tutto questo ne ho dedotto che non esiste una regola per decodificare il carattere di un individuo tramite le tracce che la scrittura imprime dentro la loro anima. Voglio dire: la carta su cui scriviamo è un po’ come la sabbia, che appena soffia un po’ di vento o l’onda allunga le sue braccia vellutate sulla scritta, allora il messaggio viene annichilito e scompare dalla nostra bla bla bla.
L’appartamento spagnolo | Meglio chiamarsi Elvira
di Stefano Tarquini Quando Miriam esce con Nino, Elvira ha tutta casa per sé. Di solito accade ogni lunedì. Si vedono ancora, anche se Miriam lo ha lasciato già da un po’. Dice che sono rimasti amici, ma non ci crede neanche lei. Lui scopa bene e lei ancora non ha trovato nessuno altrettanto bravo a letto. Opportunismo, essenzialmente. Elvira guarda dalla finestra la vecchia Opel Corsa nera di Miriam allontanarsi dal parcheggio assegnato al loro appartamento, e si chiude in casa a chiave per sentirsi più sicura.
Psyco | Non asciugarsi i capelli
Era un giorno come gli altri, ordinario e di routine, senza il minimo segno che lasciasse presagire cosa sarebbe successo. Janet si alzò insieme a suo marito, Norman, gli preparò la colazione e lo salutò quando uscì per un appuntamento di prima mattina. Rimase sulla porta, salutandolo con la mano mentre lui se ne andava in macchina dalla loro nuova casa, adagiata su una collina. Quella casa era soprannominata “di vetro” per le sue enormi finestre cielo-terra inondate di sole da ogni lato. Tornata in cucina bevve il suo caffè della mattina, scorse i titoli del giornale e aspettò che i due figli adolescenti scendessero. Preparò per loro alcune frittelle, poi corse di sopra a vestirsi per andare a lavoro.
High Life | J. H. Kellan, uomo di ingegno ed educazione
John Herbert Kellan fu alzato per le ascelle nella luce scarlatta di un sole largo e opulento che gli riempiva gli occhi mentre lo strattonavano.
Un altro giro | Frammento 22
In Icaria, colà per la prima volta danzarono attorno a un capro. Eratostene, Erigone Erigone, che allevò il cane fin da cucciolo, si impiccò a un albero non appena il cane la portò dinnanzi al cadavere di suo padre Icario che quei grassi e scabrosi pastori dell’Attica avevano ucciso a bastonate. Si erano spaventati per l’ebbrezza che la bevanda di Icario gli aveva schiantato nelle chiorbe, tanto che nella notte si erano smarriti in un delirio di vino.
Frances Ha | Hipster Central
Chai latte, mocaccino, tè verde e un succo di melograno. Sulla tavola non mancava niente. C’erano tutti: Ilda e Marco, Karim e il suo Jean, Luisa e Haas. C’ero anch’io, un sabato mattina magnifico. Weserstrasse era allagata di sole che, dai piccoli balconi quadrati del palazzo, proiettava eleganti ombre a 45° sulla strada e sui tavolini punteggiati da piante fiorite, appena, come se non importasse. Ilda e Marco erano tornati da un viaggio a Londra e ne parlavano con grandi sorrisi, spiegando che Camden Market era talmente turistica da tornare interessante, un esempio di meta-presenza, così contemporanea. Gli altri ridevano, Ilda e Marco volevano sempre scoprire meta-presenze, le vedevano ovunque.
The gentlemen | È facile fraintendersi
Nel momento in cui vidi le mazze da baseball calare sulle nostre teste, non pensai a quanto potessero far male, né quali ossa ci avrebbero rotto. Pensai invece quanto fosse facile fraintendersi, e come basti poco per pagare questi, chiamiamoli, errori.
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