C’era una volta agosto, la lunga domenica dell’anno prima del lunedì-settembre in cui ricominciava il tran tran. C’erano una volta uno studente e le sue vacanze. Ora non ho una lira per farne due e devo lavorare, lavorare, lavorare. Del resto non mi lamento: l’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro.
Fury | Lettere dal fronte
Bovingdon, Inghilterra, 24 novembre 2013 Mia cara paperetta, il cibo fa schifo. Sono dovuto uscire di nascosto dal carro armato e correre oltre la seconda palude per trovare un paio di hamburger e farla finita con questo cazzo di pesce fritto.
Roma Termini | Distribuite questo film
Il cinema è nato con l’immagine di un treno che arriva in stazione. Oggi, più di cento anni dopo, i treni ripresi scorrono dietro una linea gialla che la voce fuori campo avverte: “Non oltrepassare” (Dall’ultimo intervento in sala, proiezione del 22 giugno 2015 presso il cinema Odeon di Firenze)
Boulevard | U-turn
Il trailer di Boulevard, “l’ultimo toccante film interpretato da Robin Williams”, come recita la didascalia, lascia intendere tutto il film e tutta la sua morale. La splendida favola americana del “u-turn” – in Italia diremmo inversione a u – secondo la quale nessuno è mai troppo alle strette da non poter dare una svolta alla propria vita. Non è mai troppo tardi. La forza c’è, basta trovarla e volerla trovare.
Fast and furious 5 | Ninnoli
Non posso dire sia stata una bella giornata – neanche brutta per la verità, è stato solo un altro sacrosanto giorno di doppio lavoro, qualche birretta con gli amici per rifiatare e i piedi che mi trascinano a casa dove è più il tempo di pensare a come lanciarmi in mutande sul divano rispetto a quello che effettivamente impiego per farlo.
Short skin | Un gigantesco prepuzio esistenziale
Ricciolo, vagamente ingobbito, sfigato senza quartiere ma molto molto sensibile: parla livornese o al limite pisano. È questo l’uomo italiano, il paradigma dell’anima nobile di un popolo, secondo il modello di Virzì – che a questo punto si erge a miglior esegeta odierno, qua da noi sullo stivale. Per Chiarini è un uomo/testuggine che tira fuori la testa a fatica, contemporaneamente alla cappella, incastrata nelle strette cerchie del proprio prepuzio.
Macaulay Culkin | A pizza day
La vita, direi, è strana. Quantomeno. Nella tribù degli Huli, in Papua Nuova Guinea, il prestigio di un uomo è misurabile dalla sua capigliatura. I cosiddetti “uomini parrucca” si fanno crescere i capelli a dismisura e li acconciano con fiori e con piume d’uccello, uccelli del paradiso. Ogni atto della loro quotidianità è volto all’accrescimento della parrucca, grazie alla quale deterranno più o meno potere e scaleranno più o meno gradini della loro rigida gerarchia sociale. Il potere è esercitato principalmente sulle donne – ça va sans dire – infatti un solo uomo parrucca può impartire ordini a un numero piuttosto cospicuo di donne. Le donne non possono discutere con gli uomini, tanto più se questi hanno una grande parrucca. Esse devono cucinare, procreare e sorvegliare i maiali, mentre gli uomini parrucca cercano le piume più belle e infarciscono i loro rasta di unguenti e fanghiglie varie. Non troppo dissimile qua a Hollywood. In quanto a stranezza, intendo.
Bambi | Mia madre, mia madre, mia madre
Un film spaventoso Connie Hugh, un’infermiera americana di origini irlandesi, aveva sedici anni (16) quando partorì il bimbo di 4 chili e mezzo che aveva deciso di chiamare Quentin per alcune ragioni a lei oscure ma semplicemente associabili al fenomeno dell’assonanza – che decide tra l’altro il 95% dei nomi, con buona pace dei nonni. Il cognome del padre era infatti Tarantino e una pronuncia non distratta non manca di sottolineare questa musica: quen-tin-tar-an-tin.
Hannah Arendt | I miei amici filosofi
Guardando il bel film sulla Arendt e il processo ad Eichmann ho realizzato una cosa che sapevo già: ho un sacco di amici nazisti. No dai, scherzo: ho un sacco di amici filosofi.
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