di Simone Costa Avevamo una città, ma non una meta. Notte di capodanno 2000. Il lago di Zurigo (omonimo, credo) era un’ipotesi umida davanti a noi. Ci eravamo andati – A Zurigo e poi sulle sponde del lago – in treno, per un motivo di cui ricordo poco. Forse una festa, forse una dritta.
Hook – Capitan Uncino | Ru-Fi-O
di Silvia Costantino Da quando il ragazzo se n’è andato il capo sono io: sono io, il più grande di tutti, che li faccio giocare, che difendo le nostre case dai vecchi, dall’avanzare delle delusioni, dai sogni che si fanno sempre più fragili.
Le relazioni pericolose | Non trascende ogni mio controllo
di Viola V. Giacalone Ufficio del conte visconte di Valmont, mattina. Caro Diario, Oggi mi sono alzato di buon’ora, ho passeggiato in giardino dopo una copiosa colazione a base di uova di quaglia e funghi trifolati. Ieri sera ha piovuto e oggi l’aria era fresca. Ho dormito… piuttosto male, a essere sincero.
I Goonies | …di via di Porto
di Ilaria Giannini Siamo i Goonies di via di Porto, mi ripetevi dopo aver visto quel film nell’aula magna delle medie di Massarosa: l’avevano proiettato sull’unica paleolitica tv di proprietà dell’istituto l’ultimo giorno di scuola e cavolo se ti era presa bene.
Malizia 2000 | If you love somebody set them free
di Tommaso Ghezzi La solitudine non è il male, anzi, è un bene. Il problema, semmai, è l’isolamento. Sovente mi capita di passare intere settimane in casa, in un’anacoresi laica, a ingoiare junk food e guardare film di merda. In quei segmenti di tempo in cui non c’è altro che me, nelle stanze, e le costole dei libri.
Tremors | Tre memorie sotto il suolo
di Giulio Pedani Quella del 1991 fu una sciagurata estate dispari senza Mondiali né Europei. Avevo 12 anni e una seria relazione epistolare con una di San Gimignano.
Demolition | Amare e vivere
di Giorgio Biferali Care Crik Crok, siete qui, in questo frigo trasparente più alto di me, che si fa pagare come un juke-box, ma senza musica. C’è solo qualche piccolo rumore, tipo le monete che finiscono chissà dove, con quel clic, che è come se questo frigo trasparente mi dicesse che è pronto per qualsiasi richiesta. Poi c’è una macchina interna che si mette in moto e spinge giù quello che ho scelto. Proprio voi, Crik Crok, come ci siete finite in questo posto che è pieno di barelle che passano, di gente che aspetta, che ancora non sa quanto dovrà aspettare? Perché non siete rimaste lì, in quel ricordo, in uno di quei pomeriggi bim bum bam in cui lei mi preparava la merenda?
Parenti serpenti | Tuorlo
di Domitilla Pirro Sono riuscita a salutare mio nonno il giorno che è morto, solo che lui non lo sa.
I guerrieri della notte | Il moralizzatore
Di Benedetta Bendinelli Muove quelle mani rinsecchite davanti la mia faccia, storte, come quelle di Schiele, e cerca di convincermi del fatto che Tom Cruise sia il più grande attore dei nostri tempi, di tutti i tempi.
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