L’estate è da sempre il mio mese preferito in quanto mese autenticamente triste. Sarà che d’estate la gente sparisce. Non è che la gente se ne sia andata davvero in vacanza, ma solo il fatto che potrebbe essere andata via, fuori città o dovunque, fa sì che tutti si sentano finalmente sgravati dal peso di chiamarsi. Ma dovevo parlare di film, quindi vediamo un po’.
I film dell’estate | Una sola attrice esiste in Agosto
Non c’è nessuna introduzione possibile ai film dell’estate, perché l’estate non si introduce, l’estate (purtroppo) accade, soprattutto quando siete tutti al mare e non davanti ad uno schermo del computer (lo spero per voi). A meno che non si parli di una attrice che rappresenta l’essenza dell’estate, il cui nome è…
I film dell’estate | Magari avessi una volontà
C’era una volta agosto, la lunga domenica dell’anno prima del lunedì-settembre in cui ricominciava il tran tran. C’erano una volta uno studente e le sue vacanze. Ora non ho una lira per farne due e devo lavorare, lavorare, lavorare. Del resto non mi lamento: l’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro.
I film dell’estate | Agosto è il mese più crudele
Ad agosto in vacanza ci va chi non può andarci prima o dopo. Sono le ferie comandate, il momento più propizio per osservare nell’habitat naturale branchi di esseri umani pallidi che si spostano in massa, in un moto migratorio di immane portata e dalla potenza distruttiva epocale. Una spinta marchiata dal puro istinto di sopravvivenza in direzione spiaggia, monti o meta esotica, un desiderio di fuga feroce che non conosce ostacoli o pietà. E mentre negli stabilimenti balneari le ricette delle migliori polpette al sugo circolano di sdraio in sdraio come stecche di sigarette di contrabbando, mentre vette millenarie testimoniano battaglie per la precedenza sui sentieri a colpi di scarponi chiodati, mentre litri e litri di napalm accendono gli ombrelloni in splendidi e misteriosi fiori di fuoco, qui trovate cinque mete cinematografiche forse non sature di dolore come il lungomare sotto Ferragosto, ma quasi.
Fury | Lettere dal fronte
Bovingdon, Inghilterra, 24 novembre 2013 Mia cara paperetta, il cibo fa schifo. Sono dovuto uscire di nascosto dal carro armato e correre oltre la seconda palude per trovare un paio di hamburger e farla finita con questo cazzo di pesce fritto.
Ex Machina | L’importanza seminale di P.K.D.
An | L’apparenza inganna
Se mai dovesse capitarvi di andare in Giappone, diffidate da chiunque vi offra un dolce, perché quello che potrebbe avvenire è il seguente. Vi ritroverete tra le mani un oggetto assimilabile quasi in tutto e per tutto a un biscotto, un biscotto quasi certamente molto carino, con buona probabilità modellato in forma geometrica o di animale, deliziosamente dorato e morbido al tatto, sufficientemente compatto da promettere di non sbriciolarsi al primo morso ma allo stesso tempo abbastanza soffice da lasciare immaginare con una sfumatura quasi erotica il momento in cui i vostri denti vi affonderanno. Uno scenario meraviglioso.
1992 | Ancora dalla parte di Stefano Accorsi
Sai perché la famiglia naturale consiste in un padre una madre un figlio e una figlia?»
Mia madre | Il razzismo
Nella sala semivuota del cinema ci sarà spazio sufficiente per trovarmi accanto un tipo psicologico che svelerà la mia natura intollerante: sono i mangiatori di pop-corn e patatine, tante ch’io non avrei creduto potesse uno comprarne a un bar senza provare almeno un po’ di vergogna.
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