di Daniele Montorsi Un tempo fruttato spiccato in due, in fondo già prossimo all’esplosione, credeva ancora alla sua giovane età e implorava e piangeva panna montata perché il sale di quella vita non valeva più fin dai primi minuti di un crepato super8.
Killer Klowns from Outer Space | Il circo dei fiori recisi
di Sergio Gilles Lacavalla Ti sei addormentata poco dopo che la truccatrice si era assentata per non sai quale motivo. Quando ti sei svegliata era notte. Ti sei spostata dalla poltrona al divano e sei crollata di nuovo. Devi aver dormito per un giorno intero, perché al risveglio la luce che filtrava dal finestrino era quella della ruota panoramica.
La grande bellezza | Tutto ciò che ti definisce
di Giovanni Bitetto Proponendomi di definire un film che odio – o che amo odiare – non posso che propormi di definire la gioventù, perché in fondo è proprio in quell’età di teorie, speculazioni, reazioni violente, che ci si costruisce per ciò che si nega, piuttosto che per ciò che si decide di amare,
Ogami, il pericolo giallo | Il samurai con il passeggino
di Claudio Lagomarsini Arrivare a Ogami, il pericolo giallo significa aver raschiato e poi leccato il fondo di un barile fatto di insicurezza post-adolescenziale, forum di arti marziali e stima sovradimensionata per la kitschissima enciclopedia cinematografica di Quentin Tarantino.
Vulcano – Los Angeles 1997 | Die temperatur
di Simone Costa Avevamo una città, ma non una meta. Notte di capodanno 2000. Il lago di Zurigo (omonimo, credo) era un’ipotesi umida davanti a noi. Ci eravamo andati – A Zurigo e poi sulle sponde del lago – in treno, per un motivo di cui ricordo poco. Forse una festa, forse una dritta.
Millennium – Uomini che odiano le donne | Una mancanza nel senso di realtà
Aveva sempre voluto raggiungere con un’altra persona quella sintesi estrema, l’abbattimento di ogni possibile convenzione o preambolo. Gli aveva scritto solo: scopiamo? E appena un mese dopo era riuscito a togliere anche quel volgare uncino barocco alla fine della frase, trasformando l’interrogativa in un’affermativa perentoria la cui apparente violenza nascondeva in realtà una libertà inebriante: scopiamo.
Midsommar | Riti segreti
Quando sono arrivato nel grande parco dove si sarebbe svolto il rito, mi hanno accolto due ragazze coi capelli rossi vestite con una tunica bianca. La tunica cadeva sui loro corpi in modo immacolato e la luce estiva sembrava renderle accecanti tra i riflessi degli alberi. Mi hanno aiutato a spogliarmi, offrendomi da bere acqua purissima di montagna corretta con strane erbe violacee, la quale acqua, una volta tolto anche l’ultimo indumento mondano e messomi anche io una tunica bianca e pura, è scesa dolcemente nella mia gola come una cosa fresca e sana.
Hook – Capitan Uncino | Ru-Fi-O
di Silvia Costantino Da quando il ragazzo se n’è andato il capo sono io: sono io, il più grande di tutti, che li faccio giocare, che difendo le nostre case dai vecchi, dall’avanzare delle delusioni, dai sogni che si fanno sempre più fragili.
Le relazioni pericolose | Non trascende ogni mio controllo
di Viola V. Giacalone Ufficio del conte visconte di Valmont, mattina. Caro Diario, Oggi mi sono alzato di buon’ora, ho passeggiato in giardino dopo una copiosa colazione a base di uova di quaglia e funghi trifolati. Ieri sera ha piovuto e oggi l’aria era fresca. Ho dormito… piuttosto male, a essere sincero.
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