Mi chiamo Paul Anderson e ho 20 anni. Fuori dalla mia stanza, oltre la finestra, c’è Boston, Massachussets, d’autunno. Siamo nell’anno del Signore 1990, sul pianeta Terra ci sono 5.301.000.000 di persone e non uno stronzo che ieri sera mi abbia chiamato per sapere come stavo. […]
Six degrees | Piccolo il mondo
Tra te che leggi ed io che scrivo ci sono massimo sei gradi di separazione (non ti fissare sulla parola “separazione”, in realtà si parla del contrario, si parla di come la nostra distanza sia colmabile).
Mommy | 1:1
Un paio d’interventi infelici li ho fatti, durante il film, piccole cose che mi ritrovo a dire per rompere quella tensione che rimane sempre attorno, quando esco e sono con gli altri – sparo parole a salve, le sparo nell’aria per tenere tutti alla debita distanza – ma Francesca accanto a me riesce a distinguere le parole di piombo da quelle a salve e ignora platealmente le seconde. Perciò quando mi giro verso di lei e le farfuglio qualcosa, come se mi sentissi in dovere di alleggerire una scena troppo patetica, a lei basta far brillare gli umori che a stento trattiene negl’occhi per rigettarmi dentro il film con la coda fra le gambe – non le è scesa una sola lacrima, a quanto ne so.
Il sale della terra | Atomi come grani di sale
La storia di come Sebastião Salgado inizia la sua carriera di fotografo ha almeno tre affinità con il clinamen epicureo, quell’impercettibile cambio di moto e direzione di atomi in caduta libera che altrimenti non avrebbero deviato mai dal loro andamento prestabilito, diretto verso un punto già noto: il basso.
Chris Pratt, guardiano della galassia
L’America è quel paese dove L’America è quel paese dove fai il cameriere al Bubba Gump Shrimp Co. di Maui, Hawaii, e dormi sovente in macchina perché i soldi li spendi tutti in birra ed esche da pesca. L’America è quel paese dove un giorno ti capita di servire un’attrice\regista di nome Rae Dawn Chong e qualche anno dopo ti ritrovi sulla copertina di GQ, edizione “Men of the year 2014”.
Stalker | Piano sequenza
Se Gesù Cristo avesse previsto che la sua morte sarebbe divenuta un gesto per lenire i sensi di colpa e dischiudere assoluzioni probabilmente si sarebbe strozzato con del pane azzimo, pensa lo stalker dietro alla sua faccia immobile ogni volta che qualcuno passa davanti alla chiesa e si segna la fronte e il petto in un modo abitudinario che non gli piace,
La strada dritta | Lascia che pruda
Case, libri, auto, viaggi, fogli di giornale Che anche se non valgo niente perlomeno a te Ti permetto di sognare T. Ferro
The Brown Bunny | Quasi un trattato sulla caducità delle cose
Scordatevi controfigure alla Von Trier, scordatevi protesi genitali alla Kechiche. Nella quasi ultima scena del suo secondo film da regista, Gallo sceglie di prendere la questione di petto e di fare del porno vero, senza artifici o scappatoie. Sembra quasi ricalcare la regia dei porno da masturbazione, con tanto di stacchi sul viso gaudente dell’uomo e sulla nuca accompagnata e bionda della donna.
A proposito di Davis | Le persone che meritano un film
Avete presente quella persona che in modi misteriosi e sotterranei, spesso all’insaputa degli altri – e sicuramente a sua stessa insaputa – compie il miracolo di tenere insieme un gruppo di amici? C’è una brutta parola che descrive questo tipo di persone: glue. Colla. È probabile che questa persona non abbia neanche particolari qualità nel rapportarsi agli altri. Non è detto ad esempio che sia l’anima della festa, la persona dalla battuta pronta che fa innamorare tutte le ragazze. Ma se chiedete a Jean vi dirà che Mike era proprio così.
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