di Simone Costa Avevamo una città, ma non una meta. Notte di capodanno 2000. Il lago di Zurigo (omonimo, credo) era un’ipotesi umida davanti a noi. Ci eravamo andati – A Zurigo e poi sulle sponde del lago – in treno, per un motivo di cui ricordo poco. Forse una festa, forse una dritta.
Modern Love | L’amore moderno non esiste
di Daniele Pasquini Modern Love è una serie bellissima, ispirata da una rubrica giornalistica ancora più bella: ma il titolo nasconde un vizio retorico. È un ossimoro che suona bene, ma voi siate prudenti. Diffidate da certe scorciatoie. L’amore moderno non esiste, così come non esiste l’appetito contemporaneo, la defecazione medievale o il sonno primitivo. La fame è fame, il sonno è sonno e la cacca è cacca.
Cinemini | The Dreamers ma non troppo
di Viola V. Giacalone Il mio coinquilino e amico S. ha una grande televisione nella sua camera mentre io ho solo un vecchio computer e la radio, forse per snobismo verso la tecnologia forse per mancanza di liquidità. Per accedere alla doccia bisogna passare dalla sua stanza, e non c’è stato giorno da quando si è trasferito, in cui non abbia sbavato in modo evidente davanti al suo schermo da mille mila pollici e la libreria Ikea stracolma di dvd ogni volta che passavo lì.
Baby | Zapping
Meno due giorni alla Fase 2.
Sto facendo zapping notturno e a un certo punto eccolo lì. Tre metri sopra il cielo.
Non l’avevo mai visto. Ma quanto cazzo è vecchio? Sembra un film degli anni ‘90. Vado a vedere. 2004. Cazzo. 2004. Me lo ricordavo come fenomeno giovanile. Il problema è che quando è uscito ero giovane anch’io. Sedici anni fa.
Babi era il nome della protagonista. Con uno Scamarcio alle prime armi si messaggiavano col Nokia.
A un certo punto guardo meglio la mamma di Babi. Dove l’ho già vista?
Ma certo.
Oggi ho finito di vedere la seconda stagione di Baby su Netflix. Un sacco di cose interessanti in questa quarantena. Che coincidenza. L’attrice della mamma di Babi è la stessa della mamma di Ludovica la Baby, invecchiata. Tutto torna.
Eighth grade | Il colonnello
Non l’ho mica capito perché tutto mi fa piangere. Sono sicura che una spiegazione esista, deve avere a che fare con questo demone senza forma che mi porto dentro, che so che mi accompagna da un po’, che si sta facendo grande con me. Qualcosa lo va a stuzzicare. È un artiglio affilato, capace di pizzicare le corde giuste, quelle che fanno cadere il macigno su un punto esatto al centro del mio petto.
Poi tutto esplode, e io ancora non lo capisco, ancora non lo so come si fa. Mi sento nella testa una materia sinaptica così finemente ramificata eppure non ben radicata: riesce a cogliere tutto fin nel profondo, ma le mancano le coordinate principali. Immagino che crescendo cambierà.
Via Castellana Bandiera | Splash
di Chiara Bonsanti La sua corsa affannata era volta a raggiungere gli altri bambini che vedeva già in lontananza ciondolarsi, chi appeso a testa in giù, chi con le gambe stese nel vuoto come dardi sparati verso l’alto, a gridare ‘Più forte! Più forte!’.
Michael | 5 fantastiche idee per la casa!
di Tommaso Ghezzi
Cattive acque | L’insostenibile leggerezza della modernità
di M.R. «Just because you’re paranoid, doesn’t mean they’re not after you» Joseph Heller, Catch 22 Stamattina ho esitato prima di accendere il microonde per riscaldare la colazione. E se fosse vero, come si diceva un tempo, che emette radiazioni nocive? Magari l’hanno proprio costruito così, intrinsecamente dannoso, e sono riusciti a venderlo solo per via dell’ignoranza della gente, perché nessuno si è mai messo a indagare.
Gli anni più belli | Pinoli
di Marco Parracciani La strada per la spiaggia è piena di buche e dossi; entrambi gli ostacoli sono dati dal lavoro delle radici dei pini che, sotto l’asfalto, cercano di trovare il loro posto. La sequenza che mi trovo davanti è buca-dosso-dosso-buca-dosso, e con la bici sfreccio facendo lo slalom fra le asperità del terreno.
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