Da bambino ero terrorizzato dall’idea di essere spiato. Niente paranoie da psicopolizia o servizi segreti, semplicemente immaginavo amici, parenti e conoscenti vari, trovarsi all’interno di un microscopico centro operativo posto dentro la mia testa, simile a quello più recentemente visto nel film Pixar Inside Out, per intendersi, anche se il mio inconscio aveva tratto ispirazione dalla nano-navicella di Salto nel buio, una pellicola del 1987 firmata da Joe Dante e prodotta da Steven Spielberg, la quale, dietro una trama pop-fantascientifica, sembrava nascondere un lato oscuro.
Hook – Capitan Uncino | Ru-Fi-O
di Silvia Costantino Da quando il ragazzo se n’è andato il capo sono io: sono io, il più grande di tutti, che li faccio giocare, che difendo le nostre case dai vecchi, dall’avanzare delle delusioni, dai sogni che si fanno sempre più fragili.
Lo squalo | Lo squadro
Il ponte delle spie | Di cosa parliamo quando parliamo di Steven
C’è chi pensa alla storia come a un convoglio corazzato che sfreccia sicuro sulle autostrade del tempo, alimentato da solide relazioni di causa-effetto che portano senza indugio alcuno dal punto A al punto B perché è così che deve essere, in un percorso forse tortuoso ma certamente sensato che ad ogni svolta sembra intonare un inno all’evoluzione socio-economica del genere umano. C’è anche però chi la vede più come una berlina coi freni scassati, lanciata a casaccio su un magma ribollente di umori, intrighi, ambizioni e bassezze che generano catastrofi sempre più improbabili e fantasiose. Si può solo continuare ad andare avanti nell’attesa di venire inghiottiti da un cratere, e probabilmente non sarebbe neanche l’epilogo peggiore.
Il ponte delle spie | Il film non parla di
Il film non parla di Carol, figlia di un importante avvocato, che s’innamora – ricambiata – di un giovane collega del padre, un entusiasta novellino che si farà le ossa nel celebre “caso Abel”; i due si metteranno insieme all’insaputa del padre e si faranno piedino durante le cene a cui lui sarà invitato per lavoro e con la scusa degli arretrati si tratterrà ancora un po’. Ma dovranno infine lasciarsi, tra strepiti e schiamazzi, in seguito alla cupezza dell’avvocatura che avvolgerà il cuore del giovane.




