«Il suo è un corpo eccezionale, signora». «Dice?» «Ha un fisico per sfornare bambini». «Non direi». «Non faccia la modesta, qui sotto va tutto a meraviglia». «I punti mi tirano». «Si riassorbiranno». «In che senso?» «Usiamo un materiale di sutura riassorbibile per queste lacerazioni, ci vorranno al massimo sei settimane, non se ne accorgerà nemmeno». «Ah». «Adesso può riprendere i rapporti con suo marito». «Come scusi?» «I rapporti. Con suo marito. Non ha detto che è sposata?» «Sì, sono sposata». «Altrimenti lui se ne trova un’altra». «Posso rivestirmi?» «Sì, abbiamo finito». Sposto le gambe dal supporto, mi siedo sul lettino. Scendo appoggiando la punta dei piedi sul pavimento. Le mattonelle sono gelide, irrigidisco i polpacci, poi i muscoli delle cosce, fino ai glutei. Infilo prima i calzini, poi le mutande, infine i pantaloni. «Mio marito non è così». «Fanno tutti così, si fidi». «Nemmeno mi reggo in piedi». «Può anche non stare in piedi». (ride) «Mi siedo ancora con la ciambella». «Gli uomini hanno bisogno di essere rassicurati quando nasce un figlio, di sentirsi ancora maschi». «Mi serve più tempo». «Quante storie, con un po’ di lubrificante non sentirà niente. E poi non deve per forza partecipare, lo faccia sfogare». «Posso andare adesso?» «Il prossimo controllo è tra quattro settimane, aspetti che fissiamo un appuntamento». «Va bene». «Giovedì 18 alle 15.30?» «Penso di sì». «Non faccia la timida, poi mi racconterà com’è andata».
Cinemini | Ritorno a Odéon in tutti i sensi e le luci di Paris
di Viola V. Giacalone Ho pensato molto a come inaugurare la nuova stagione di cinemini, e credo non ci si modo migliore di farlo se non con grande sincerità: l’inverno a Parigi è stato buio e difficile. Uggioso.
Piccole donne | Non è andata benissimo
Poteva andare peggio, bisogna riconoscerlo. Però non si può dire che sia andata benissimo. Comunque non vorrei stare qui a lamentarmi perché: primo, non è da me; secondo, non è da me.


