Strascica i piedi quando cammina, anche se non cammina molto. Sta fermo a lungo, ma quando cammina lancia una suola in avanti sull’asfalto, la scolla, la spande, la schiocca appena la solleva da terra. E poi anche con l’altro piede. Ora, quello è un pazzo, uno che non ci ha mai chiappato nulla, dicono, ma questo non vuol dire che a me non faccia pena.
Easy Rider | Libertà e paura
Il letto del neonato è bloccato a terra in una cella piccola e stretta. Questa cella angusta si trova all’interno di un’altra cella non molto più grande che può contenere un numero di persone considerabile un nucleo familiare, e le cui chiavi – di questa cella, chiamiamola pure familiare – sono tenute dai genitori del neonato; e sono tenute ben strette, il più possibile al sicuro. Non è strano che i detenuti possiedano le chiavi della propria cella?
Charley Thompson | Quanti? Ditemi quanti?!
Immagino che mettere al mondo un figlio sia piuttosto delicato; almeno questo è quello che immagino essendo io stesso un figlio.
Omaggio a Ermanno Olmi | Il mestiere dei maestri
Nell’appressarsi l’ora che i fati, con il consenso di Dio, avevano prescritto il fine del Signor nostro, […] ogniuno, scordatosi di se proprio, pensando il caso piagneva ramaricandosi che la sorte avessi senza proposito fatto morire così nobile e sopra ogni secolo e memoria Eccellentissimo Duce, in tanto principio di fatti sopraumani e nel maggior bisogno d’Italia. Pietro Aretino, Lettera a Messer Francesco degli Albizzi
Alabama Monroe – Una storia d’amore | Il Belga
Sulla parete dietro al bancone del bar, a destra di un palco di alce largo almeno un metro e mezzo ricoperto interamente da un denso strato di polvere, era fissato un orologio che segnava le cinque quando alzai gli occhi per controllare l’ora. Il barista mi disse tre nomi: Marvin Nelson, Neil Garcia e Logan Workman.
Coco | Nel nome dei padri e delle madri
La prima volta che lo vidi suonare fu a Milsum nel 2017; era seduto su uno sgabello al centro di uno dei prati più grandi del Loto Giarden – delle due distese d’erba separate da una roccia piatta e alta circa due metri e mezzo sulla quale si arrampicavano i bambini come gesto di coraggio fino a qualche tempo fa, era quella sulla destra che fu scelta da lui come palcoscenico, se così si può dire.
Good Time | Il puro e il dannato
«Non ho ancora capito perché lo hai fatto? Il vero motivo intendo… adesso saresti dovuto essere almeno sollevato» «È impossibile che sia sollevato; è come un gatto che si morde la coda. Mi sembrava giusto riprendere i soldi che spettavano a Lara… anzi, mi sembrava giusto e basta» «Spiegami cosa vale il giusto se alla fine ti ritrovo qui seduto con la fronte tra le mani?»
Tutti i soldi del mondo | Attenzione, spoiler
di Salvatore Cherchi La storia è questa: nel 1973 viene rapito a Roma il nipote di un magnate del petrolio. Questo magnate è un uomo ricchissimo. Ricco da far schifo. Così ricco che va in giro a dire: «Se uno ha tempo di contare i suoi soldi vuol dire che non è miliardario!».
Tre manifesti a Ebbing, Missouri | La spaventosa sete di giustizia
Il fatto che fossi perso da qualche parte nel centro del Paese senza la priorità di ritrovare una qualsiasi strada nota significava, pensai allora, che avevo viaggiato abbastanza a lungo da aver oltrepassato il confine che separa il quotidiano – se non addirittura la casa – dall’ignoto. Da quel momento in poi non dovevo più occuparmi di ciò che stava dentro il vecchio recinto, mi dissi, ma soltanto di crearne uno nuovo che comprendesse allora tutto ciò che mi avrebbe colpito; o meglio: che avrebbe impattato il corso delle cose viste dalla mia parte.
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