di Francesco “M.I.G.L.I.O.” Migliorini Il mondo del cinema, come quello delle altre arti, è ossessionato dalla ricerca della nuova moda, del nuovo autore, della nuova wave. Capita così, ogni tanto, di scordarsi che i pezzi grossi, quelli che erano nuovi autori 40, 50 o 60 anni fa, sono sempre in giro.
Sully | Precipitare in un fiume di sonno
Mi dovrebbero pagare per dormire. Mi immagino una società dove il boom demografico sia talmente incontrollato da costringere le persone a dormire. Non le possiamo uccidere, ma le possiamo costringere a letto. Ho visto questo film (Sully) credendo che fosse un horror. È un fraintendimento tipico della mia famiglia ritenere le pellicole sui disastri aerei una specie di horror. Credo che sia una paura e un tabù tribale dei Mazzanti.
American Sniper | Una lettera d’amore
Caro Mr. Eastwood – posso dire caro Clint? Lo dico – caro Clint, questa è una lettera d’amore – lo è davvero – e solo per questo mi permetto di usare il nome proprio, un nome che – ci tengo tu sappia – ho sempre maneggiato con estrema cautela. Clint. Quanti Clint esistono all’anagrafe lì da voi? Ammetto di non aver fatto grandi ricerche, ma sono pronta a scommettere che non sono poi molti. Un nome che ricorda un suono metallico – un bossolo di proiettile, una chiave, un meccanismo che scatta. “Clint!” Quasi una formula magica.


