di Francesca Mazzotta Chiedo a Nasha di rispondermi velocemente. Il suo ovale è diventato un cubo di pixel. Sul monitor indugia un 17. Scorre in Rolling Times su sfondo arancio. Si blocca. Poi smette di scorrere, dopo essersi cancellato e ripresentato, cancellato ripresentato innumerevoli volte. Mi sta dando alla testa.
Memorie di un assassino | Memorie di un mitomane
Salire sul carro del vincitore.
Parasite | Le case dei ricchi
Con C. parliamo spesso delle case dei ricchi. Lei mi insegna che in quelle case c’è soprattutto una cosa: lo spazio. Non i mobili di design, non le opere d’arte acquistate all’asta, non i copridivani filati a mano da tessitrici berbere con sei dita, ma lo spazio che tra questi oggetti si frappone; quello, si potrebbe dire, che li rende reali.


