C’è chi pensa alla storia come a un convoglio corazzato che sfreccia sicuro sulle autostrade del tempo, alimentato da solide relazioni di causa-effetto che portano senza indugio alcuno dal punto A al punto B perché è così che deve essere, in un percorso forse tortuoso ma certamente sensato che ad ogni svolta sembra intonare un inno all’evoluzione socio-economica del genere umano. C’è anche però chi la vede più come una berlina coi freni scassati, lanciata a casaccio su un magma ribollente di umori, intrighi, ambizioni e bassezze che generano catastrofi sempre più improbabili e fantasiose. Si può solo continuare ad andare avanti nell’attesa di venire inghiottiti da un cratere, e probabilmente non sarebbe neanche l’epilogo peggiore.
Il ponte delle spie | Il film non parla di
Il film non parla di Carol, figlia di un importante avvocato, che s’innamora – ricambiata – di un giovane collega del padre, un entusiasta novellino che si farà le ossa nel celebre “caso Abel”; i due si metteranno insieme all’insaputa del padre e si faranno piedino durante le cene a cui lui sarà invitato per lavoro e con la scusa degli arretrati si tratterrà ancora un po’. Ma dovranno infine lasciarsi, tra strepiti e schiamazzi, in seguito alla cupezza dell’avvocatura che avvolgerà il cuore del giovane.

