Mentre tutti ridevano, ubriachi quel po’ che basta per smussare gli spigoli e sciogliere la lingua, lei giocava a riconoscere la solitudine: “sono sola”, pensava, “nessuno vuole davvero che io rimanga”. Aveva imparato che a volte il vino aiutava, a volte era peggio: non c’era modo di saperlo in anticipo. Stare bene era sentire la solitudine come un dolore ad una gamba, qualcosa di esterno da osservare, un livido di cui non si ha colpa. Stare male, invece, era credere alla solitudine, farsi portare sempre più lontano, dove non c’era nulla se non la voglia di dormire e guardare video di gattini per pomeriggi interi. Gattini che saltano, cadono dalle scale, gattini che si arrampicano su per delle grondaie e non sanno scendere, gattini addormentati.
The Northman | Agricoltura biodinamica
Il fumo che il letame sprigiona sale lento nell’aria fredda dell’Holstein: lievi volute senza fretta cercano di mimetizzarsi con la nebbia dell’alba. Tutto è pace: i campi arati, la stalla addormentata, le distese di pascoli a perdita d’occhio. Darré cammina con passo lento e meditabondo, osservando ogni filo d’erba, ogni staccionata. Pensa che questa terra, questi campi, siano quanto di più vicino alla Natura sia possibile immaginare nel mondo contemporaneo. Non ci sono fertilizzanti chimici, né pesticidi per chilometri. I trattori sono sostituiti da mucche e buoi. Pensa che l’agricoltura sia l’inizio dell’umanità; che l’unità fra il contadino e i suoi campi, il lavoro onesto e continuo, la cura amorevole della terra, siano dei principi etici che rendono l’uomo migliore.
Tokyo Idols | Livello noia base
di Carlo Benedetti


