Il giornalista si guardò intorno levandosi di dosso l’impermeabile bagnato. C’era un vecchio bancone di legno e marmo (molto anni settanta), le sigarette stipate e incolonnate dietro alla cassa e gratta e vinci di ogni sorta che occhieggiavano davanti. Quattro tavolini e un paio di sgabelli alti bastavano a completare l’arredo.
Povere creature | Imparare
Sono sempre stata una ragazza di città fin nel midollo. Ricordo la prima volta che i miei genitori mi hanno portata fuori da Firenze, era per andare a trovare mio zio in campagna.
Dogtooth | Stai bruciando
Il tuo nome è Yorgos Lanthimos. Stai bruciando. Vengo a te. I tuoi ricordi sono i miei.
The Lobster | La sindrome da Black Mirror
The Lobster, l’ultimo lavoro del regista greco Yorgos Lanthimos, ha vinto il Premio della giuria al Festival di Cannes e parla di una società in cui le persone sole vengono internate in una specie di hotel dove hanno a disposizione quarantacinque giorni per innamorarsi, altrimenti saranno trasformate in un animale a loro scelta. Consapevole dei livelli di stress che un soggiorno del genere può generare, l’attento personale della struttura si premura di fornire agli ospiti momenti di svago e intrattenimento tra cui: punizioni corporali, balli del mattone e battute di caccia all’uomo con fucili a tranquillanti. Tutto questo solo nei primi dieci minuti di film, cosa che rende piuttosto facile immaginare il verso che prenderanno i successivi centootto.



