• Chi siamo
  • Contattaci

In fuga dalla bocciofila

  • Home
  • Categorie
    • Anatomia di un fotogramma
    • Cartoline dal foyer
    • La scena tagliata
    • La sindrome del personaggio secondario
    • Lo sfogone
    • Oceani di autoreferenzialità
    • Recensioni vere
    • La recensione di Ferruccio Morandini
    • La vertigine della lista
  • Festival
    • Festival dei Popoli
    • Festival di Cannes
    • L’arte dello Schermo
    • Lo Schermo dell’Arte
    • Torino Film Festival
  • Haiku
  • Archivio
    • Indice Alfabetico
    • Archivio per mesi
  • Cerca
siccita_stefano-giannetti_la-bocciofila

Siccità | Dafne!

20 Gennaio 2023 di Redazione

Essi Vivono ST02, ep7

 

di Stefano Giannetti

 

 

 

 

 

«Ma porca troia, Dario. Che cazzo è quello?»

«Un pigiamino. Verde, neutro.»

«Intendevo “che significa?”!»

«Prendimi per pazzo, ma stamattina, quando ho incontrato Elena e Tommaso che uscivano dal negozio premaman… avranno una femmina, lei è una mongolfiera… non ho resistito.»

«Ti ho già detto che…»

«Lo so che mi hai detto. Ma quei due mi hanno illuminato. È quello il modo di fare, Rebecca. Reagire. Invece di vedere sempre grigio. Lo so che è un periodo di merda, non sono cieco. Ancora non mi abituo al dover scegliere ogni giorno se usare la mia tanica d’acqua per bere o lavarmi! Però lo accetto e il domani voglio costruirlo, dobbiamo costruirlo! Ascolta, non me ne frega un cazzo di quella Dafne. Non pensiamoci più…

Ma… Cosa? Cos’è? Non starà mica innaffiando ‘sta stronza qua sopra? Lo sa che non può?»

No. Dai vasi non scende una goccia. Dal cielo, sì. Perdio.

«Piove! Piove, Rebecca! Questo è un segno! Vedi che non è tutto grigio?»

 

Peccato. Ci ho sempre sguazzato nel grigio. Così mi diceva Dafne, col j’accuse nei suoi occhi, appunto, grigi. I suoi capelli, invece, cambiavano colore ogni mese. Coi vestiti faceva abbinamenti di tonalità azzardatissimi.

Tre settimane fa, non mi parve vero d’averla rivista dopo anni, quando è venuta a fare la fila all’autobotte da Prenestina Centocelle qui a Labicano. Imbrogliando. Lo fanno tanti. Vanno a prendere l’acqua negli altri quartieri oltre a quelli dove sono assegnati per le loro razioni. Così spesso i rifornimenti non bastano per tutti quelli che hanno aspettato ore sotto il sole e iniziano proteste e risse. La verità è che a controllare tutto ‘sto casino l’amministrazione e i militari non ce la fanno.

Dafne ora vive insieme ad altri cinque artisti di strada come lei, e ognuno di loro fa il giro dei quartieri prendendo più acqua del dovuto. Ho conosciuto i suoi coinquilini dieci giorni fa, quando ci hanno trovate a scopare nel loro appartamento. Si sono incazzati, ma solo perché, se Dafne li avesse avvisati, ci avrebbero lasciato casa libera. Quel pomeriggio ero uscita per la razione ma poi andai diretta da lei. Tornai a casa senz’acqua e Dario s’insospettì. La volta dopo m’ha seguita. Mi vide baciare insistentemente Dafne che invece cercava di respingermi, incazzata. Ce l’aveva con me perché era rimasta folgorata da questi nostri incontri e voleva una cosa seria, ma io di lasciare mio marito non me la sentivo.

Le rispondevo “a che serve fare casino, se tra poco moriremo tutti di sete e di malattie?”; non immaginavo certo che dopo tre anni di siccità avrebbe piovuto di nuovo.

Una cosa seria e Dafne: parole che non riesco a far stare nella stessa frase, se ripenso a lei ai tempi dell’università. Dafne. La mia colorata mina vagante. Con Dario uscivo e scopavo. Con lei, di nascosto, scopavo e venivo. Quando tutti e tre stavamo finendo la facoltà di Lettere, sia io che Dafne sapevamo che avrei scelto tra lei e lui. Lei sapeva prima di me chi avrei scelto, tra la bomba eccitante senza direzione e quel coglione dai vestiti eleganti e sempre stirati, i capelli laccati e quel naso a punta che gli reggeva gli occhiali spessi e gli tagliava l’aria che gli andava contro quando camminava. Quando marciava. Dafne sapeva e non fece storie.

Ora però, mi rinfaccia tutto. Dice che ho troppe rughe e le tette troppo cadenti per potermi permettere ancora di stare impalata.

È vero, ho paura. Questa omega che stava facendo impazzire tutti mi coccolava, ma oggi mi ha tradita, è diventata alfa: oggi piove, a Roma. Piove addosso a ‘sto povero stronzo coi capelli e la camicia appiccicati addosso che mi guarda e ride. Piove sul minuscolo pigiama che tiene ancora in mano e l’acqua, colpendolo, ne cambia la tonalità di verde. Lo rende più intenso.

No. Non vado sul balcone, non voglio bagnarmi. Non con lui.

Corro verso la porta, lo sento che urla il mio nome. Esco dall’appartamento, mi fiondo giù per le scale. Dario mi rincorre, sono sempre stata più veloce io. Esco dal palazzo, fuori c’è un casino di gente che balla, si stringe e ride sotto la pioggia, riesco lo stesso a sentire ancora Dario gridare dietro di me.

«Rebecca!»

Mentre continuo a correre, grido anch’io.

«Dafne!»

 

 

 

Mi chiamo Stefano Giannetti, ho 36 anni e vivo attualmente a Fontana Liri (FR), paese che ha dato i natali a Umberto e Marcello Mastroianni, e questa è l’unica cosa che io e l’arte abbiamo in comune. Mi piace scrivere, sto frequentando corsi per riuscire a farlo decentemente e il mio sogno sarebbe di farne un mestiere, dopo aver sbagliato tutto da giovane in nome del divertimento e del tirare a campare. Ho fatto l’operaio per undici anni e da quattro sono responsabile di sala in un locale.

Condividi:

  • Facebook
  • LinkedIn
  • Twitter
  • E-mail

Postato in: essi vivono Tag: Dafne, essi vivono ST02, paolo virzì, Siccità, Stefano Giannetti 2 commenti

Commenti

  1. Giorgio dice

    20 Gennaio 2023 alle 9:05

    complimenti, futuristico

    Rispondi
  2. Stefano Giannetti dice

    20 Gennaio 2023 alle 9:53

    Grazie Giorgio, il merito però è tutto del film 😉

    Rispondi

RispondiAnnulla risposta

  • Chi siamo
  • Contattaci

© 2026 · In Fuga dalla Bocciofila · Website designed by Alessio Pangos · Privacy Policy"In fuga dalla bocciofila" cerca di fare molta attenzione a non pubblicare materiali che possano ledere in alcun modo il diritto d’autore. Tutti i media [immagini, video ed audio] sono pubblicati a bassa risoluzione, in pieno rispetto del comma 1 bis dell’articolo 70 della Legge sul Diritto d’Autore che consente “la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro”. Chiunque ritenga che sul sito siano presenti testi, immagini, audio e/o video non opp​o​rtunamente licenziati, contatti i soci per chiarimenti.

Questo sito utilizza cookie per le proprie funzionalità e per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, o continuando con la navigazione acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui / CHIUDI
Privacy & Cookies Policy

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA